Stupro di gruppo a Gubbio, chiesti oltre sei anni per i tre imputati

Stupro di gruppo a Gubbio, chiesti oltre sei anni per i tre imputati

Il pm contesta violenza di gruppo, lesioni e tentata rapina.

📌 FLASH NEWS – Stupro di Gubbio, il pm chiede 6 anni e 8 mesi per i due fratelli pugliesi e 6 anni per il cuoco di Gualdo Tadino. Contestate violenza sessuale in concorso, lesioni e tentata rapina. La sentenza è attesa nel pomeriggio, oggi.


Sei anni e otto mesi di reclusione per ciascuno dei due fratelli pugliesi residenti a Gubbio e sei anni per il cuoco di Gualdo Tadino. Sono le richieste avanzate dal pubblico ministero Laura Reale nel processo celebrato con rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Valeria Casciello per i fatti denunciati da una donna di 36 anni.

Ai tre imputati vengono contestati, secondo quanto emerso nel procedimento, i reati di violenza sessuale in concorso, lesioni personali e tentata rapina. Le richieste di pena sono arrivate nel corso dell’udienza iniziata questa mattina. La decisione del giudice è attesa nel pomeriggio.

La requisitoria del pubblico ministero

Nel corso dell’udienza il pubblico ministero Laura Reale ha illustrato la propria requisitoria, al termine della quale ha formulato le richieste di condanna nei confronti dei tre imputati.

Per i due fratelli originari di Nardò, in Puglia, rispettivamente di 44 e 37 anni e residenti a Gubbio, l’accusa ha chiesto sei anni e otto mesi di reclusione ciascuno. Per il terzo imputato, un cuoco di 37 anni residente a Gualdo Tadino, la richiesta è stata invece di sei anni.

Davanti al Gup Valeria Casciello sono intervenute anche le parti civili costituite dalle persone offese, la donna di 36 anni che ha denunciato l’accaduto e il suo compagno di 48 anni.

I fatti contestati nella notte a Gubbio

La vicenda al centro del procedimento risale alla notte tra il 4 e il 5 settembre dello scorso anno. Secondo la ricostruzione prospettata dall’accusa, intorno alle 00.30 la coppia si trovava all’interno di un’automobile in piazza Quaranta Martiri, a Gubbio.

In quel momento uno dei due fratelli, il maggiore, avrebbe aperto la portiera dell’automobile. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe quindi trascinato la donna fuori dall’abitacolo, facendola finire contro un’altra vettura.

Contemporaneamente, sempre secondo la ricostruzione portata nel procedimento, il fratello più giovane e il cuoco di Gualdo Tadino sarebbero intervenuti nei confronti del compagno della donna.

Il compagno sarebbe stato immobilizzato

Il 48enne, secondo quanto contestato, sarebbe stato costretto a uscire dall’automobile e colpito con pugni e calci. L’azione avrebbe avuto lo scopo di immobilizzarlo e impedirgli di intervenire in difesa della compagna.

È in questa fase che, secondo l’accusa, sarebbe iniziata la violenza sessuale denunciata dalla 36enne. La donna avrebbe subito palpeggiamenti dapprima da parte del 44enne e successivamente anche da parte del fratello di 37 anni.

La ricostruzione degli avvenimenti rappresenta il punto centrale del processo in corso con rito abbreviato e sul quale il giudice dovrà pronunciarsi dopo avere valutato gli elementi acquisiti nel procedimento e le posizioni delle parti.

Le differenti versioni sull’accaduto

Nel corso delle fasi precedenti del procedimento sono emerse ricostruzioni contrapposte. Il 37enne umbro, durante l’udienza di convalida, si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Gli altri due imputati avevano invece fornito una versione differente rispetto a quella sostenuta dalle persone offese. Secondo quanto da loro riferito, si sarebbero avvicinati alla donna con l’intenzione di aiutarla a rialzarsi, sostenendo che fosse sotto l’effetto dell’alcol e che continuasse a cadere.

Una ricostruzione risultata in contrasto anche con quanto riferito da alcuni testimoni che, secondo gli elementi riportati, erano intervenuti dopo avere sentito le urla della donna.

Dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari

Nella fase cautelare il giudice per le indagini preliminari non aveva ritenuto sufficienti le spiegazioni fornite e aveva confermato la misura della custodia cautelare in carcere.

La posizione dei tre imputati era stata successivamente sottoposta al vaglio del Tribunale del Riesame. Dopo tale passaggio, per tutti era stata disposta la misura degli arresti domiciliari.

Il procedimento è quindi arrivato alla fase del giudizio con rito abbreviato davanti al Gup Valeria Casciello. L’udienza odierna ha visto la requisitoria dell’accusa, gli interventi delle parti civili e la formulazione delle richieste di pena.

Sentenza attesa nel pomeriggio

La decisione del giudice è prevista nel pomeriggio. Sarà la sentenza a stabilire l’esito del giudizio di primo grado nei confronti dei tre uomini e a valutare le contestazioni formulate dall’accusa alla luce degli elementi acquisiti nel procedimento.

Le richieste avanzate dal pubblico ministero non equivalgono a una condanna. I tre imputati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, secondo il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

 
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