Festival Geo-Logica: a Gubbio debutta l’evento sulle scienze

La prima edizione si svolgerà a Gubbio

GUBBIO, 2 luglio 2026 – Un nuovo e rilevante appuntamento di carattere culturale si affaccia nel panorama nazionale, ponendosi l’obiettivo di esaminare i mutamenti dell’ambiente contemporaneo attraverso la complessa storia del nostro pianeta, come riporta il comunicato di Mauro Gemma – Ufficio stampa Florabant Festival Geo-Logica. Si tratta della prima edizione della manifestazione denominata Geo-Logica. Il racconto della Terra, un progetto che intende unire il rigore delle tesi scientifiche alle riflessioni sulle emergenze ecologiche odierne, prestando particolare attenzione al decremento della biodiversità e al riscaldamento del clima. L’iniziativa si svolgerà nel corso di due giornate centrali e sarà interamente ospitata all’interno dei suggestivi spazi del complesso dell’ex Monastero di San Benedetto.

La tematica scelta per inaugurare questo percorso inedito è intitolata Le montagne di San Francesco, un’espressione che richiama in modo diretto la profonda connessione tra la tutela della natura e il territorio umbro. Il calendario ufficiale prevede lo svolgimento delle attività principali nelle date del 18 e 19 luglio 2026. Al fine di rendere accessibili i concetti scientifici al pubblico, gli organizzatori hanno strutturato un programma articolato che comprende interventi di esperti, esplorazioni guidate sul campo e attività di laboratorio dedicate alle famiglie e ai cittadini. Di conseguenza, l’evento mira a trasformare le nozioni teoriche in strumenti pratici per la comprensione delle dinamiche terrestri.

Come introduzione alle giornate centrali della manifestazione, la sera del 6 luglio 2026 ore 21.15 si terrà un importante prologo culturale. La cornice di questo evento iniziale sarà lo storico Teatro Romano di Gubbio, dove salirà sul palcoscenico il noto geologo e saggista Mario Tozzi. Lo studioso proporrà una conferenza intitolata Caro Sapiens. La storia della Terra e le scelte dell’umanità, una trattazione mirata a ripercorrere le tappe evolutive del globo e a stimolare una profonda riflessione sulle decisioni che la specie umana è chiamata ad assumere per garantire la propria sopravvivenza e la conservazione degli ecosistemi. Questo prologo intende tracciare le linee guida concettuali del successivo fine settimana scientifico. Prenotazione e biglietteria al link

L’apertura ufficiale del ciclo di conferenze e lezioni divulgative presso l’ex Monastero di San Benedetto avverrà nel pomeriggio di sabato 18 luglio 2026, a partire dalle ore 17.00. Il compito di avviare i lavori spetterà a Marco Menichetti, docente universitario presso l’Ateneo di Urbino e rinomato ricercatore che ha dedicato gran parte della propria attività professionale all’analisi e alla valorizzazione scientifica della vicina Gola del Bottaccione. La sua lezione inaugurale, intitolata Leggere le rocce, spiegherà come gli strati geologici rappresentino un vero e proprio archivio storico in grado di rivelare le passate trasformazioni del globo. Successivamente, il pubblico potrà assistere al contributo di Angela Baldanza, professoressa che insegna nei corsi di laurea in Scienze Naturali, Scienze Geologiche e Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Perugia. La docente interverrà con una relazione intitolata Grand Tour del Quaternario, offrendo una panoramica approfondita sulle evoluzioni di quel periodo geologico. A seguire, prenderà la parola Tullio Bernabei, considerato uno dei più autorevoli esperti di speleologia su scala internazionale, il quale guiderà gli ascoltatori in un ideale percorso esplorativo attraverso il suo intervento Universo buio: viaggio nelle grotte del mondo. La giornata vedrà anche la partecipazione di Antonio Brunori, segretario generale dell’organismo PEFC Italia, associazione focalizzata sulla salvaguardia e sulla gestione sostenibile del patrimonio boschivo nazionale, che tratterà il tema intitolato Come le foreste hanno plasmato il pianeta Terra.

Sempre nel corso della giornata di sabato 18 luglio 2026, il festival dedicherà una specifica sezione all’osservazione del cosmo e all’esplorazione extrasolare. Questo segmento vedrà il coinvolgimento di Luca Perri, astrofisico legato all’Osservatorio di Merate e al Planetario di Milano, che dialogherà con Emilio Cozzi, giornalista e conduttore del programma televisivo intitolato Countdown – Dallo Spazio alla Terra, trasmesso sulla piattaforma Sky TG24. Il loro confronto permetterà di estendere lo sguardo oltre i confini terrestri, ricollegando la storia del nostro pianeta alle dinamiche dell’universo.

Parallelamente alle conferenze, la manifestazione integrerà percorsi espositivi e visite guidate. I visitatori avranno l’opportunità di essere accompagnati all’interno delle mostre intitolate Extinction – Dinosauri in carne e ossa e Umani. Entrambi gli itinerari didattici sono stati sviluppati sotto la cura scientifica del naturalista e paleontologo Simone Maganuco. In aggiunta a queste visite, lo stesso Maganuco, in stretta collaborazione con i membri dell’Associazione Paleontologica Paleoartistica Italiana, coordinerà una serie di laboratori didattici pratici. Queste attività collaterali sono state progettate appositamente per coinvolgere sia i nuclei familiari sia i semplici appassionati, facilitando l’apprendimento delle scienze attraverso l’esperienza diretta.

La giornata di domenica 19 luglio 2026 sarà interamente incentrata sull’analisi delle peculiarità geologiche e biologiche dell’ambiente appenninico e della realtà locale di Gubbio. Tra i contributi più attesi vi sarà la testimonianza di Fernanda Faramelli Clementi, che ricopre il ruolo di direttrice del centro di documentazione denominato Laboratorio Gola del Bottaccione Archivio della Terra. Il suo intervento, intitolato Memorie eugubine dal Bottaccione, metterà in luce il valore storico dei reperti e degli studi effettuati sul territorio. Subito dopo, l’attenzione si sposterà sulla fauna e sulla conservazione dell’ambiente montano grazie a Jacopo Angelini, esponente e referente dell’associazione ambientalista WWF Marche. La sua relazione, denominata L’Appennino e le aquile: un legame antichissimo, analizzerà la storica presenza dei rapaci sulla catena montuosa e le strategie per la loro tutela. I lavori della prima edizione del festival si chiuderà ufficialmente con la conferenza di Stefano Tosti, geologo e operatore culturale che da molti anni si occupa dell’organizzazione di seminari e convegni focalizzati sulla divulgazione scientifica delle specificità della Gola del Bottaccione.

La scelta di stabilire la sede della manifestazione nel comune umbro risponde a precise ragioni di carattere geologico. La Gola del Bottaccione, situata nelle immediate vicinanze del centro urbano di Gubbio, custodisce infatti tre testimonianze stratigrafiche di rilevanza globale, fondamentali per decifrare la storia passata e i futuri scenari del pianeta. La curatrice scientifica dell’evento, la geologa Daniela Querci, ha spiegato che l’obiettivo primario della rassegna consiste nel rendere accessibile la complessa terminologia scientifica, traducendo concetti complessi come l’anossia oceanica o il paleomagnetismo in informazioni fruibili da tutta la cittadinanza.

Il primo indizio roccioso è costituito dal Livello Bonarelli, uno strato sedimentario che documenta gli effetti di un antichissimo e radicale effetto serra, durante il quale i bacini oceanici subirono una totale privazione di ossigeno. Il secondo elemento di rilievo è rappresentato dal cosiddetto Chiodo d’Oro, un punto di riferimento stratigrafico internazionale che funge da vero e proprio metro campione per la misurazione del tempo geologico. Infine, il terzo elemento è il Limite K-Pg, lo strato sottile che reca le tracce dell’impatto del grande meteorite sul suolo terrestre, evento associato alla scomparsa dei dinosauri. I dati raccolti in questa gola rappresentano un archivio unico per comprendere i rischi ecologici odierni. Per consentire una verifica sul campo di tali scoperte, la mattina di sabato 18 luglio 2026 si terrà un’escursione guidata da Stefano Tosti lungo il percorso della gola, permettendo ai partecipanti di osservare direttamente questo laboratorio naturale.
Prenotazione al link

 
Chiama o scrivi in redazione



Scrivi in redazione

Eventi in Umbria

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*