Il percorso diffuso supera i 16 mila visitatori al 31 agosto
📌 FLASH NEWS – Presentato nel Convento di San Francesco il catalogo della mostra “Francesco a Gubbio”. Il volume racconta un percorso diffuso tra arte, spiritualità e botteghe eugubine locali, visitato da oltre 16 mila persone al 31 agosto.
Il percorso artistico e spirituale costruito a Gubbio intorno alla figura di san Francesco continuerà a vivere nelle pagine del catalogo dedicato alla mostra “Francesco a Gubbio. Arte e spiritualità nella terra del lupo”. La pubblicazione è stata presentata giovedì 10 settembre 2026 nella biblioteca del Convento di San Francesco, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni religiose e civili e dei protagonisti del progetto espositivo.
Il volume non si limita a documentare le opere riunite per l’iniziativa inaugurata nel maggio scorso. Raccoglie studi, immagini e riflessioni sul rapporto che unisce san Francesco alla città, alla sua identità e alla tradizione delle botteghe artistiche e artigiane. La presentazione ha offerto anche l’occasione per esaminare i risultati della mostra, che alla data del 31 agosto aveva superato i 16 mila visitatori.
L’esposizione, inserita nelle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco, rimarrà visitabile fino a domenica 13 settembre. Il progetto ha collegato musei, edifici religiosi e luoghi del patrimonio cittadino attraverso un itinerario articolato in più sedi, accessibile con un unico biglietto. L’intera iniziativa è stata quindi pensata come un cammino dentro Gubbio, anziché come una mostra concentrata in un solo spazio.
Il convento al centro del progetto espositivo
Ad aprire l’incontro è stato padre Marco Bellachioma, guardiano del Convento di San Francesco. Nel suo intervento ha ricordato la disponibilità dei frati ad aprire numerosi ambienti del complesso conventuale alle attività della mostra. Fra questi figura anche la biblioteca scelta per ospitare la presentazione del catalogo.
La decisione di mettere a disposizione gli spazi rispondeva all’intenzione di rendere il progetto ampiamente accessibile e partecipato. Il convento è così diventato uno dei punti centrali dell’itinerario, capace di accogliere opere, artisti e pubblico nel luogo direttamente legato alla tradizione francescana della città. La dimensione definita “popolare” non riguarda soltanto il numero dei partecipanti, ma la capacità di coinvolgere la comunità e di favorire un incontro diretto con il patrimonio.
L’adesione del complesso francescano ha contribuito a sviluppare una proposta distribuita nel tessuto urbano. Accanto alla Chiesa e al Convento di San Francesco, il percorso ha interessato Palazzo dei Consoli, il Museo Diocesano, le Logge dei Tiratoi, San Francesco della Pace e la Vittorina. Ogni sede ha costituito una tappa di un racconto unitario sulla presenza e sull’eredità di Francesco a Gubbio.
Una mostra costruita come museo diffuso
La curatrice Cristina Galassi, intervenuta in collegamento, ha posto l’accento proprio sulla formula del museo diffuso. Il pubblico è stato invitato a spostarsi fra luoghi differenti, attraversando la città e scoprendone spazi religiosi, museali e monumentali. La visita non ha riguardato quindi soltanto le singole opere, ma anche il rapporto fra queste ultime e i luoghi nei quali sono state presentate.
L’itinerario ha trasformato una parte di Gubbio in un percorso dedicato alla memoria francescana. Il cammino fisico fra le diverse sedi ha permesso di avvicinare patrimonio storico e produzione contemporanea, affiancando opere antiche e linguaggi artistici del presente. La città è diventata in questo modo parte integrante dell’allestimento, offrendo al visitatore una lettura complessiva del legame con il santo.
La realizzazione del progetto è stata sostenuta dalla collaborazione fra Comune di Gubbio, Diocesi di Gubbio e le altre realtà coinvolte. La cooperazione ha consentito di riunire sedi diverse all’interno della stessa esperienza e di proporre una modalità di visita fondata sull’integrazione fra arte, spiritualità e identità locale. Il biglietto unico ha rappresentato lo strumento operativo per collegare i vari punti del percorso.
Il contributo di artisti, artigiani e artieri
Fra gli aspetti maggiormente caratterizzanti della mostra figura il coinvolgimento degli artisti, degli artigiani e degli “artieri” eugubini. A ricordarlo è stato Ettore A. Sannipoli, curatore dell’esposizione insieme a Cristina Galassi. Le opere hanno utilizzato pittura, scultura, ceramica, legno, ferro, cuoio e altre lavorazioni, componendo un omaggio collettivo alla figura di san Francesco.
La varietà dei materiali e delle tecniche ha permesso di mostrare la continuità di una tradizione cittadina sviluppatasi nel corso dei secoli. Le botteghe eugubine non sono state presentate soltanto come una testimonianza del passato, ma come realtà ancora capaci di produrre nuove forme espressive. Il contributo degli artieri ha così messo in relazione il sapere manuale ereditato dalla storia con la sensibilità degli autori contemporanei.
Il richiamo alle arti e ai mestieri assume un significato specifico nel 2026. L’anno coincide infatti con il settimo centenario del primo documento finora conosciuto sulle università delle arti e dei mestieri di Gubbio, risalente al 1326. Il catalogo ricostruisce questo legame con le antiche corporazioni e osserva il modo in cui materiali, procedimenti e competenze tradizionali continuano a essere reinterpretati nel presente.
La tonaca e il valore delle mani artigiane
Chiara Filippetti, autrice di uno dei saggi pubblicati nel catalogo, ha approfondito la capacità della figura di Francesco di attraversare periodi storici e linguaggi artistici differenti. A Gubbio questo rapporto assume una fisionomia particolare, perché la memoria del santo si intreccia con il lavoro manuale e con l’antica cultura delle botteghe.
La tradizione ricorda il dono a Francesco di una povera tonaca da parte dell’amico Spadalonga. Quell’indumento era il risultato del lavoro di un artigiano. A distanza di otto secoli, la mostra ha affidato nuovamente alle mani degli artisti e degli artigiani eugubini il compito di interpretare e restituire la memoria francescana attraverso forme, tecniche e materiali diversi.
Il passaggio tra l’episodio della tonaca e le creazioni contemporanee offre una delle chiavi di lettura dell’intero progetto. La presenza del santo viene raccontata attraverso una tradizione che non rimane immobile, ma continua a rinnovarsi nel lavoro degli autori del territorio. Il catalogo conserva questa relazione e la rende consultabile anche dopo la conclusione dell’esposizione.
Studi e fotografie custodiscono l’esperienza
La pubblicazione ospita i contributi di Cristina Galassi, Chiara Filippetti ed Ettore A. Sannipoli. I saggi affrontano la produzione degli artisti contemporanei, il rapporto fra san Francesco e Gubbio e il ruolo delle arti applicate nella terra del lupo. Il contenuto scientifico ed editoriale affianca la documentazione delle opere e amplia la lettura dei temi sviluppati nelle diverse sedi.
Le fotografie del catalogo sono state realizzate da Gianluca Benedetti. L’impaginazione è stata curata da Gu.Fo. Comunicazione Visuale, mentre il layout della copertina è firmato da Visiona. La pubblicazione è edita da Mediavideo di Gubbio. Il lavoro riunisce quindi ricerca, scrittura, fotografia e progettazione grafica in una testimonianza destinata a rimanere a disposizione della città.
Il volume consegna al pubblico non soltanto la riproduzione delle opere esposte, ma anche gli strumenti necessari per approfondirne il contesto. Arte, spiritualità, memoria e identità locale vengono esaminate come parti di uno stesso racconto. Il catalogo assume così una funzione autonoma rispetto alla mostra, perché permette di proseguirne la conoscenza oltre la durata temporale dell’allestimento.
Un cammino attraverso la Gubbio francescana
Il vicario generale della Diocesi di Gubbio, don Mirko Orsini, ha sintetizzato l’esperienza definendola non una semplice mostra, ma un percorso, un cammino e un itinerario. La formula scelta ha consentito agli eugubini e ai visitatori di entrare nella dimensione francescana della città attraverso chiese, musei, monumenti e opere realizzate dagli artisti locali.
Secondo don Mirko Orsini, il catalogo raccoglie e protegge la storia, il lavoro e l’arte della comunità. La pubblicazione diventa pertanto un mezzo per mantenere vivo il patrimonio emerso durante l’iniziativa e trasmetterlo oltre la chiusura del percorso espositivo. La memoria della mostra viene affidata a un oggetto editoriale capace di conservarne immagini, contenuti e significati.
Il risultato raggiunto in termini di presenze conferma l’interesse generato dall’iniziativa. Gli oltre 16 mila ingressi registrati fino al 31 agosto restituiscono la dimensione pubblica del progetto e il coinvolgimento prodotto dalla sua articolazione cittadina. Il dato è stato presentato mentre rimanevano ancora alcuni giorni prima della conclusione fissata per domenica 13 settembre.
La collaborazione come eredità della mostra
L’assessore alla Cultura del Comune di Gubbio Paola Salciarini ha indicato nella collaborazione fra istituzioni, enti, artisti e comunità uno dei principali risultati dell’esperienza. La costruzione condivisa ha permesso di collegare il patrimonio artistico e religioso con la produzione delle botteghe e con il lavoro degli autori contemporanei.
Per l’assessore, il catalogo non costituisce una semplice restituzione conclusiva. È invece uno strumento attraverso il quale continuare a parlare di Francesco e accompagnare il successivo cammino delle celebrazioni per l’ottavo centenario. Le iniziative dedicate agli 800 anni dalla morte del santo proseguiranno infatti nei prossimi mesi, mantenendo aperto il percorso avviato con la mostra.
La pubblicazione presentata nel Convento di San Francesco assume quindi un duplice valore. Da una parte conserva la documentazione di un progetto che ha distribuito opere e contenuti in diversi luoghi della città. Dall’altra offre una base per proseguire il racconto del legame fra Gubbio e Francesco, valorizzando gli studi, le immagini e il contributo delle realtà che hanno partecipato all’iniziativa.
Il catalogo oltre la chiusura dell’esposizione
Con la conclusione della mostra fissata al 13 settembre, il catalogo è destinato a raccogliere l’eredità del percorso e a renderla disponibile nel tempo. Le sue pagine documentano la formula del museo diffuso, la pluralità delle sedi e la presenza degli artisti e degli artigiani eugubini, senza separare le opere dalla storia e dai luoghi che le hanno accolte.
Il progetto ha unito il riferimento agli ottocento anni dalla morte di san Francesco con la ricorrenza dei settecento anni del documento sulle università delle arti e dei mestieri. Due prospettive storiche confluiscono così nello stesso racconto: la memoria francescana e quella delle competenze artigiane che hanno contribuito a definire l’identità cittadina.
Il volume permette infine di continuare il cammino iniziato a maggio e sviluppato fra Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Logge dei Tiratoi, Chiesa e Convento di San Francesco, San Francesco della Pace e Vittorina. Dopo l’esperienza diretta della visita, rimane una pubblicazione che conserva il dialogo costruito fra luoghi, opere, comunità e tradizione spirituale.

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