Gubbio diventa caso nazionale su rifiuti e cemento

Gubbio diventa caso nazionale su rifiuti e cemento

 Summit tra esperti e comitati nel cuore storico di Gubbio 

Gubbio, 15 aprile 2026 – L’economia circolare e la gestione industriale dei rifiuti diventano i temi centrali del convegno nazionale previsto per sabato 18 aprile a Gubbio. L’evento, ospitato presso il Centro Servizi Santo Spirito, analizzerà la transizione ecologica europea partendo da una specificità locale unica nel panorama italiano. La città umbra rappresenta infatti l’unico centro nel territorio nazionale a ospitare simultaneamente due impianti cementizi autorizzati all’utilizzo del Combustibile Solido Secondario (CSS). Questa condizione trasforma il borgo in un laboratorio di osservazione privilegiato per scienziati, medici e amministratori interessati a valutare l’impatto della combustione dei rifiuti nei processi produttivi pesanti, come riferisce il comunicato di Mg2 comunicazione.

Gubbio diventa caso nazionale su rifiuti e cemento

La sessione mattutina vedrà il contributo di figure apicali nel settore della sostenibilità. Enzo Favoino, coordinatore scientifico di Zero Waste Europe, aprirà i lavori insieme a Rossano Ercolini, storico presidente di Zero Waste Italy e vincitore del Goldman Environmental Prize. Ad aggiungere una prospettiva medica fondamentale sarà Agostino Di Ciaula, presidente del comitato scientifico di ISDE Italia. I loro interventi si focalizzeranno sulla necessità di superare la logica dell’incenerimento, anche quando mascherato da recupero energetico industriale, per puntare a una reale chiusura del ciclo dei materiali che non comprometta la qualità dell’aria e della biosfera.

Il dibattito entrerà nel vivo con un confronto coordinato dalla giornalista Vanna Ugolini, volto a far dialogare le diverse anime della gestione territoriale. Tra i relatori figurano l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, il direttore generale di Arpa Umbria Alfonso Morelli e i dirigenti sanitari Igino Fusco Moffa e Salvatore Macrì. La presenza di Katia Mariani, in rappresentanza dei numerosi comitati civici eugubini, garantirà che le preoccupazioni della cittadinanza riguardo alla salute pubblica e alla tutela dei beni culturali siano poste al centro dell’agenda. La partecipazione popolare sarà incentivata attraverso momenti dedicati agli interventi del pubblico, rendendo la discussione trasparente e partecipativa.

Nel pomeriggio, il respiro della manifestazione si allargherà a livello interregionale. Delegazioni provenienti da Galatina, Venafro e Monselice porteranno le loro testimonianze su realtà industriali analoghe presenti in Puglia, Molise e Veneto. Esponenti come Alessandra Caragiuli e Stefano Luciani illustreranno le battaglie legali e scientifiche condotte per promuovere modelli di sviluppo che escludano l’uso di industrie insalubri di prima classe come centri di smaltimento rifiuti. Una rete di coordinamento nazionale mira a uniformare le strategie di monitoraggio ambientale, sottolineando come la salvaguardia del paesaggio sia un fattore inscindibile dalla stabilità economica a lungo termine.

L’organizzazione dell’evento è frutto di un coordinamento capillare tra diverse sigle locali, tra cui il Comitato No CSS, l’Associazione Per i Beni Comuni e la sezione provinciale di ISDE-Italia. Questi gruppi hanno lavorato per anni per denunciare le criticità di un sistema che vede nei cementifici una soluzione rapida ma contestata alla chiusura del ciclo dei rifiuti. La loro azione ha trasformato la consapevolezza civica a Gubbio, portando il tema dell’inquinamento atmosferico e della qualità alimentare dei prodotti locali sotto i riflettori delle istituzioni europee. Il convegno punta dunque a produrre un documento di sintesi che possa orientare le future scelte normative regionali in materia di energia e ambiente.

Le risultanze del summit tecnico saranno oggetto di analisi per la definizione delle nuove politiche di gestione dei rifiuti nel cuore verde d’Italia. L’integrazione tra dati epidemiologici e parametri ambientali forniti da Arpa sarà cruciale per stabilire nuovi limiti alle emissioni odorigene e polverulente. L’Umbria si trova davanti a un bivio strategico: proseguire con la valorizzazione energetica nei cementifici o investire massicciamente sul recupero totale della materia. La scelta non influenzerà solo il comparto industriale di Gubbio, ma definirà il posizionamento della regione all’interno del Green Deal europeo, dove la tutela della salute dei cittadini è elevata a valore fondamentale della moderna economia di mercato.

 
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