Il Maestro della Croce di Gubbio torna a splendere

Il Maestro della Croce di Gubbio torna a splendere

La sala del Refettorio del Museo diocesano di Gubbio, sabato 11 marzo alle ore 16, ospita un incontro aperto a tutta la cittadinanza per presentare il restauro dell’affresco del Maestro della Croce di Gubbio, che si trova proprio in quello spazio. Un intervento importante, realizzato con il contributo della Conferenza episcopale italiana (Cei) e il sostegno della Fondazione Perugia, voluto dal vescovo di Gubbio, Luciano Paolucci Bedini, che aprirà i lavori con i suoi saluti insieme alla presidente della stessa Fondazione Perugia, Cristina Colaiacovo. Elisa Polidori, responsabile per il Polo museale diocesano cittadino guiderà le varie relazioni storiche e tecniche.

La giornata entrerà nel vivo della discussione con Giordana Benazzi, direttore scientifico del Museo diocesano di Gubbio, con la sua relazione a tutto campo sugli aspetti storico-artistici dell’opera. Seguirà Elena Squillantini, ricercatrice dell’Università di Firenze, con la presentazione di un approfondimento sul Refettorio del palazzo dei Canonici.

La sala da mensa è stata infatti oggetto di un’attenta analisi da parte sua, tramite lo studio delle decorazioni dei refettori situati in Umbria e Toscana, databili tra il XIII e il XIV secolo. Filippo Paciotti, archivista e bibliotecario diocesano, potrà inoltre inquadrare gli altri spazi del palazzo alla luce della Regula Clericorum, testo normativo voluto dal vescovo eugubino sant’Ubaldo, come regola per i suoi canonici. Il responsabile per i Beni culturali della Diocesi di Gubbio, Paolo Salciarini, spiegherà le ragioni e lo sviluppo del progetto di restauro, mentre in conclusione saranno analizzate le caratteristiche della meravigliosa pittura a fresco risalente al XIV secolo, riportata a nuova vita grazie all’intervento della restauratrice Loredana Ferranti che illustrerà i lavori effettuati e le riscoperte incredibili che ne emergono.

L’affresco è inserito sotto una sorta di arcosolio all’interno di un ambiente che fa parte dell’antico palazzo dei Canonici, sorto insieme alla cattedrale duecentesca e destinato alla vita comune del clero. Da una pergamena del Diplomatico della cattedrale apprendiamo che negli anni Venti del 1200 il priore dei canonici otteneva un prestito pro aedificatione mensae e infatti la grande sala era destinata all’uso di refettorio dei canonici regolari che qui abitavano, sottoposti alla regola agostiniana di Santa Maria in Porto a Ravenna.

Lo stesso è concluso in alto da un arco ribassato, raffigura il Crocifisso con ai lati la Madonna, san Giovanni e due santi diaconi in cui è facile riconoscere i martiri Mariano e Giacomo, titolari della cattedrale. Nei primi giudizi formulati nel corso dell’Ottocento, l’affresco è dichiarato “della scuola dell’Oderisi” il che corrisponde a una corretta collocazione cronologica.

“Potrebbe attribuirsi per l’epoca agli scolari di Oderisi e forse al Palmerucci” è l’opinione espressa nella guida del Lucarelli (1888), che propone un ovvio riferimento agli unici nomi di artisti eugubini allora noti. Ma, poco più tardi, prese corpo la personalità del Maestro della Croce di Gubbio, che veniva riconosciuto come uno dei più significativi esponenti del filone classico e romaneggiante derivato dalla decorazione della Basilica di Assisi e dall’attività dell’esordiente Giotto. L’appuntamento di sabato 11 al Museo diocesano eugubino è dunque aperto a tutti. Per informazioni, si può contattare il Polo museale diocesano al numero telefonico 0759220904 o scrivere una mail a info@museogubbio.it.

 
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