Goracci, la Regione concorre al declino di Gubbio

da Orfeo Goracci (Comunista Umbro)
Sul finire della legislatura, alcune riflessioni , peraltro già da me sviluppate e rese note in tutti i consessi, ritornano spontanee all’attenzione mia e dei cittadini, davanti all’evidenza – purtroppo sempre più negativa – dei fatti . Guardando specificamente al panorama eugubino, tali riflessioni acquistano necessariamente il carattere di una forte critica all’operato della Giunta regionale, oltrechè del nuovo Sindaco. Se si considera, in particolare, l’arco temporale che va dal 2011 al 2015, vi sono elementi e vicende che balzano agli occhi nella loro lampante ingiustizia, gravità, pesantezza : si consideri la votazione finale sull’Alberghiero a Gubbio ; un macigno, una ferita aperta che grida vendetta .

Una Regione matrigna nega alla SESTA CITTA’ DELL’UMBRIA il sacrosanto diritto di avere, nel quadro della propria offerta formativa, un indirizzo perfettamente aderente alla propria vocazione e ai propri bisogni; il tutto, dopo annunci trionfalistici di amministratori abituati a vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato e a procedere per ” slogan ” a effetto ( Renzi docet ) anzichè sui binari del duro lavoro e dell’impegno . Si aggiungano a questo fatto, già di per sè gravissimo, i ritardi inconcepibili sul fronte della viabilità : non solo la vicenda della Perugia – Ancona, dove varie dinamiche hanno inciso, ma anche sul fronte della semplice manutenzione e del ripristino della normale percorribilità di alcune arterie . La Strada della Contessa vede dal dicembre 2013 la presenza del semaforo, con circolazione alternata nei due sensi in un suo tratto ; per stanziare gli oltre 700.000 euro necessari all’intervento e far partire l’iter dei lavori per la definitiva risoluzione del problema, ci sono voluti quasi due anni, nonostante le mie continue sollecitazioni .

Come dire, gli Eugubini cornuti e mazziati ! Isolati, “marginali”, tagliati fuori dalle grandi direttrici del traffico e pure penalizzati rispetto alle poche arterie stradali esistenti , costretti a subire disagi rilevanti in periodi ” caldi ” dell’anno . Se poi volgiamo lo sguardo alla situazione del tessuto produttivo, il panorama è di una drammaticità che non ammette toni edulcorati : la vicenda ” Merloni “, ben lungi dall’essere risolta, sta lì a rappresentare la terribile agonia economica di un intero territorio . La chiusura di altri importanti siti produttivi, o comunque la loro irreversibile crisi, legata anche alle dinamiche perverse della globalizzazione, aggiunge tinte fosche al quadro complessivo, con una quantità di cassintegrati e disoccupati vicina, per entità, a quella di alcune aree depresse del Meridione . So bene che, rispetto a certi processi, il ruolo delle Regioni e degli Enti locali non è certo quello di chi sta nella celeberrima ” stanza dei bottoni ” , ma è anche vero che, su questo fronte, la Regione ( e non lo dico da oggi ! ) non ha profuso il necessario impegno e non ha giocato tutte le carte che poteva giocare in virtù delle sue attribuzioni . Si è lasciato ” vegetare ” per anni un “Accordo di programma” palesemente debole e inadeguato in alcuni suoi corollari .

Rispetto alle problematiche della sanità, poi, è sotto gli occhi di tutti il depotenziamento dell’Ospedale comprensoriale di Branca, con scadimento generale del livello dei servizi e rischi, all’orizzonte, di ulteriori e ben più pesanti ” retrocessioni “. Personalmente, su questo tema, come su altri, ho sempre preso posizione in maniera netta e inequivocabile, mentre altri colleghi, espressione del territorio, hanno preferito, per interesse di bottega, cantare le lodi della Giunta, anche quando questa agiva in palese contrasto con gli interessi della comunità di riferimento . Recentemente, poi, altri capitoli si sono aggiunti, ad arricchire il repertorio non proprio edificante dell’azione politico – amministrativa regionale verso Gubbio, una Città che fa “ scappare “ la fiction “ Don Matteo “…….mentre la Regione contribuisce con l’aiutino di spot…particolari ! A una mia interrogazione sulle Logge dei Tiratori, volta a chiedere lumi attorno ad un’operazione inaccettabile, a uso e consumo unicamente dei ” poteri forti ” che danno le carte a una politica sempre più debole, si è risposto in maniera freddamente burocratica, come se la “vetrificazione” di un monumento tra i più importanti e simbolici per un’intera Città fosse una questione di dettaglio e non di sostanza . Naturalmente, l’attuale Amministrazione in carica a Gubbio, guidata da un Sindaco che in campagna elettorale, per captare consensi, aveva manifestato la sua netta opposizione al progetto, salvo rimangiarsi tutto una volta passate le elezioni, si è fatta forte di queste ambiguità, debolezze e furberie, il tutto per mandare in porto l’operazione .

Davvero un triste quadro , condito da tutta l’ipocrisia possibile immaginabile ! Attorno al 2005, era la Regione che prendeva esempio da Gubbio per il carattere avanzato e progressista del suo Piano regolatore in via di definizione e approvazione, grazie in primo luogo all’azione del Consigliere ed ex Assessore Pavilio Lupini . Si guardava allo strumento del Quadro strategico di valorizzazione del Centro storico come ad un caposaldo da inserire nella programmazione generale ; oggi il Sindaco Stirati parla di Qsv e intesse relazioni con la Regione per mandarlo in porto, salvo poi adottare, con il consenso della Regione stessa, decisioni che il Centro storico lo uccidono letteralmente, privando il suo tessuto connettivo di cellule fondamentali . Si pensi all’avallo accordato alla costruzione di nuovi centri commerciali ( ma in campagna elettorale non si erano sostenute posizioni diametralmente opposte ? ) , processo che porterà alla fine certa di molte attività economiche piccole e medie che contribuivano, con la loro presenza, a mantenere vivo e vivibile il Centro storico . Si parla di Qsv mentre si mette la pietra definitiva sul contesto che di quello strumento dovrebbe beneficiare ! Sarà facile fare la sintesi : la nuova Amministrazione comunale di Gubbio è riuscita ad autorizzare 2 / 3 nuovi centri commerciali nella periferia e ha “ vetrificato “ le Logge ! L’ultima vicenda nota, quella della Farmacia di San Martino ( la storica Farmacia Ceccarelli ) è emblematica e solo gli ingenui o disinformati possono pensare che Regione e Comune di Gubbio non vi abbiano concorso .

Correva l’anno 2012 quando il sottoscritto, in Consiglio regionale e altrove, esprimeva tutta la sua disapprovazione verso coloro i quali farneticavano di inserire, all’interno del Piano delle farmacie, la possibilità di prevederne quattro nel Centro storico, cosa questa ridicola, come ho avuto modo di definirla in Consiglio e come, nei fatti, si è dimostrata . Da allora, con la schizofrenia tipica di chi non pianifica e lascia tutto al libero gioco del mercato, non solo non si sono viste le quattro farmacie nel Centro storico di Gubbio, ma quella che era rimasta è migrata in periferia, verso lidi commercialmente più appetibili . . Anche su questo punto, la Regione, lungi dall’assumere un ruolo di coordinamento e pianificazione al servizio del territorio, si è comportata in maniera eminentemente notarile, avallando proposte assurde. Un po’ di buon senso , senza lamentarsi della “ solita litania su Gubbio “, avrebbe voluto che si tenessero almeno minimamente in considerazione le proposte e le sollecitazioni del sottoscritto, che Gubbio la conosce certamente non meno del peggior Sindaco della storia eugubina ( Guerrini ) e di chi, in Consiglio regionale, è stato suo badante .

Con il trasferimento della farmacia e la conseguente fuoriuscita degli studi medici, il quartiere “ simbolo “ di Gubbio sarà destinato alla piena “ desertificazione “ . Per tutti questi motivi, il mio giudizio finale sul mandato che si chiude vede più ombre che luci, specie in relazione al comportamento tenuto verso la mia Città : nel momento del maggior bisogno e del necessario riequilibrio di risorse e opportunità, essa è stata lasciata sola, isolata, a ripiegarsi nella sua inarrestabile crisi . Quel che è peggio è che, a causa della nuova legge elettorale partorita dalle cucine del PD, e a rischio di incostituzionalità, il nostro territorio rischia di non avere nemmeno più rappresentanza in Regione dopo la prossima tornata elettorale. Quanti hanno riflettuto su questo rischio tremendo, in una fase così delicata ? Il tempo sarà galantuomo anche rispetto a questo, ma per l’intanto non si intravede l’uscita da un tunnel che è e dovrebbe essere la vera priorità da affrontare.

 
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