Ventisei città unite tra sport, identità e tradizione
Il Palio dei Comuni torna con la sua 37ª edizione, trasformando l’ippodromo di Montegiorgio in un mosaico di storie e appartenenze. Ventisei realtà municipali sono chiamate a misurarsi, ventiquattro di queste effettivamente in pista, in un rito che fonde agonismo, orgoglio territoriale e memoria collettiva. Non è soltanto una corsa: è un racconto che intreccia sport e comunità, con tribune gremite e un anello che diventa palcoscenico di identità condivise.
Dalla provincia di Macerata arrivano Civitanova Marche, Corridonia e Macerata, portatrici di tradizione ippica e di un pubblico appassionato. La provincia di Fermo schiera un fronte ampio: Belmonte Piceno, Falerone, Fermo, Francavilla d’Ete, Grottazzolina, Magliano di Tenna, Montappone, Monte Urano, Montegiorgio, Montegranaro, Petritoli, Ponzano di Fermo, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Rapagnano e Sant’Elpidio a Mare. A questi si aggiunge Servigliano, che corre in gemellaggio con Civitanova Marche, segno di un legame che supera la tattica sportiva e diventa gesto civico.
Dalla provincia di Ancona sfilano Filottrano, Jesi e Loreto, quest’ultima gemellata con Assisi, mentre fuori regione il Palio accoglie ospiti d’onore: Gualdo Tadino e Assisi dalla provincia di Perugia e Lanciano da quella di Chieti.
Il gemellaggio tra Civitanova e Servigliano rappresenta una scelta che annulla confini per un giorno: la vittoria, se arriva, esplode simultanea in due piazze. Ancora più intenso il legame tra Loreto e Assisi, due città simbolo di devozione che portano al Palio una dimensione spirituale oltre la competizione.
La settimana che precede la corsa è vissuta tra preparativi e attese: scuderie al lavoro, allenatori concentrati, driver impegnati nelle prove. Ma la vera energia si respira tra i tifosi, divisi tra tradizione, outsider e fiducia nei gemellaggi. Montegiorgio diventa così teatro di un racconto che è insieme sportivo e sociale.
Domenica 23 novembre l’evento sarà una cartolina collettiva, cucita con i colori dei 26 Comuni e interpretata da 24 cavalli. Ogni curva promette emozioni, ogni gemellaggio amplifica la festa. Il Palio dei Comuni resta un linguaggio potente: competizione che diventa comunità, corsa che si trasforma in memoria condivisa

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