Il Palacio de Abrantes ospita la ceramica italiana a ottobre
📌 FLASH NEWS – La Grande Opera Ceramica apre il 14 ottobre al Palacio de Abrantes di Madrid. Tra gli artisti Maurizio Tittarelli Rubboli, di Gualdo Tadino. La mostra, curata da Enzo Biffi Gentili, sarà visitabile fino al 14 novembre del 2026.
Maurizio Tittarelli Rubboli sarà tra gli artisti presenti a Madrid per “La Grande Opera Ceramica”, la mostra che aprirà al pubblico il 14 ottobre 2026 al Palacio de Abrantes, sede dell’Istituto Italiano di Cultura. L’esposizione, curata da Enzo Biffi Gentili, resterà visitabile fino al 14 novembre e proporrà un percorso dedicato alla produzione ceramica contemporanea italiana.
Realizzata con il contributo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, l’iniziativa mette in relazione espressione artistica, lavorazione artigianale, innovazione e produzione. Il progetto è concepito specificamente per gli spazi che lo accolgono e rientra nell’attività dell’Istituto per promuovere il patrimonio creativo italiano.
Gualdo Tadino rappresentata dalle opere del maestro
La partecipazione di Maurizio Tittarelli Rubboli porta nell’appuntamento spagnolo la tradizione ceramica di Gualdo Tadino. Le sue opere e la sua ricerca testimoniano la continuità di una scuola che conserva un legame con il proprio patrimonio artigianale e lo interpreta attraverso la sensibilità contemporanea.
Gli assessori del Comune di Gualdo Tadino Giorgio Locchi, competente per Artigianato e sviluppo economico, e Gabriele Bazzucchi, titolare della Cultura, hanno espresso congiuntamente soddisfazione per la presenza dell’artista. Nel loro intervento hanno richiamato la storia millenaria della ceramica cittadina, la conoscenza delle lavorazioni e dei lustri metallici, elementi radicati nell’identità culturale locale.
Il rapporto tra ceramica e alchimia
Il titolo dell’esposizione richiama il Magnum Opus, espressione latina dalla quale derivano “Grande Opera” in italiano e “Gran Obra” in spagnolo. Come spiega il curatore Enzo Biffi Gentili, la locuzione rimanda anche all’alchimia.
Il collegamento si sviluppa intorno alla trasformazione della materia: ceramica e alchimia vengono accostate come arti del fuoco, nelle quali intervengono terra, acqua, fuoco e aria. Questa relazione costituisce una chiave di lettura del percorso espositivo.
La direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Elena Fontanella, ha sottolineato la capacità della terracotta di esprimere un linguaggio condiviso oltre i confini. Ha inoltre presentato la mostra come un invito a riconoscere l’autonomia artistica della ceramica e a superare la posizione marginale che le è stata a lungo attribuita.
Il dialogo culturale tra Italia e Spagna
Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha collegato la scelta di Madrid alla storia comune e ai rapporti culturali ed economici tra Italia e Spagna. Secondo il ministro, l’esposizione rappresenta la capacità italiana di tradurre il patrimonio storico in innovazione e la creatività in crescita.
L’ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha evidenziato il rapporto tra questa proposta contemporanea e la tradizione artigianale valorizzata durante la Giornata del Made in Italy 2026, quando l’Ambasciata ha ospitato un evento dedicato alle ceramiche della costa amalfitana.
Un secondo percorso nello Spazio Dante
Nelle stesse date e negli stessi orari, lo Spazio Dante dell’Istituto accoglierà anche “Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana”. Il progetto è promosso dall’Associazione italiana Città della Ceramica e curato da Viola Emaldi.
“La Grande Opera Ceramica” sarà aperta al pubblico dal 14 ottobre al 14 novembre 2026 presso il Palacio de Abrantes, in Calle Mayor, 86, a Madrid.

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