Tre poltrone hi-tech per l’oncologia di Branca, conforto in corsia

Tre poltrone hi-tech per l’oncologia di Branca, conforto in corsia

Gubbio ricorda Claudia Bocci e sostiene i malati di tumore

Tre poltrone di ultima generazione sono entrate in servizio nel day hospital oncologico dell’ospedale di Branca, dove ogni giorno decine di pazienti affrontano cicli di chemioterapia e terapie infusive prolungate. L’iniziativa nasce da un progetto condiviso tra l’Associazione eugubina lotta contro il cancro (Aelc) e le famiglie Bocci e Nicchi, che hanno scelto di trasformare il lutto per la scomparsa, nel luglio 2024, di Claudia Bocci in un gesto di cura e prossimità verso chi oggi combatte la stessa malattia. In un contesto sanitario in cui il comfort durante i trattamenti è parte integrante della qualità assistenziale, la scelta di investire in dispositivi moderni e funzionali assume il significato di un abbraccio concreto ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

Gubbio, 23 dicembre 2025 – La donazione delle tre poltrone, espressamente progettate per lunghe permanenze in reparto, consente al day hospital oncologico di Branca di compiere un salto di qualità dal punto di vista dell’accoglienza e del benessere delle persone in cura. Le sedute, ergonomiche, reclinabili e dotate di supporti studiati per ridurre la fatica, sono state ufficialmente consegnate dal presidente Aelc Benvenuto Procacci, che da anni coordina iniziative di raccolta fondi e sensibilizzazione sul territorio eugubino. L’azione congiunta dell’associazione e delle famiglie Bocci e Nicchi rappresenta la prosecuzione ideale dell’impegno di Claudia nel tenere unito il tessuto sociale attorno a chi vive l’esperienza della malattia oncologica, facendo della memoria uno strumento di solidarietà tangibile.

Alla cerimonia di consegna, svoltasi nei giorni scorsi all’interno del presidio ospedaliero, la presenza di operatori sanitari e vertici medici ha confermato quanto il volontariato rappresenti un alleato strategico per la sanità pubblica. In prima fila c’era Teresa Tedesco, direttrice medica del Presidio ospedaliero di Gubbio–Gualdo Tadino e del Presidio Ospedaliero Unificato (Pou), che ha accolto la donazione a nome dell’azienda sanitaria, sottolineando il valore di ogni gesto capace di migliorare la quotidianità dei pazienti. Accanto a lei l’oncologo Marco Gunnellini, la coordinatrice infermieristica Giuseppina Fiorucci e le infermiere del reparto, testimoni di quanto la qualità degli ambienti e delle attrezzature influenzi anche il clima emotivo degli spazi di cura.

Per chi deve trascorrere ore e ore in poltrona per ricevere la chemioterapia, ogni dettaglio conta: la possibilità di assumere una posizione comoda, di muoversi con facilità, di sentire meno il peso fisico e psicologico del trattamento incide sulla percezione del percorso terapeutico. Tedesco, parlando anche a nome della direzione dell’Usl Umbria 1, ha espresso un sentito ringraziamento all’Aelc e alle famiglie di Claudia Bocci, evidenziando come queste poltrone consentiranno ai pazienti di affrontare le sedute “con maggiore comfort e tranquillità”, riducendo i disagi e restituendo dignità ai tempi di attesa e alle procedure. Le parole della direttrice hanno dato voce al sentimento diffuso tra operatori e utenti: chi è in terapia oncologica ha diritto non solo alle cure più appropriate, ma anche a un ambiente attento ai bisogni della persona.

La donazione si inserisce in una storia più ampia di partecipazione civica e sostegno alla struttura ospedaliera di Branca, che nel corso degli anni ha potuto contare su gesti analoghi per la dotazione di nuove tecnologie e arredi dedicati ai pazienti fragili. L’Aelc, nata proprio per supportare la lotta contro il cancro nel territorio eugubino-gualdese, ribadisce così la propria missione: essere un ponte tra cittadini, famiglie colpite dalla malattia e servizi sanitari, attraverso progetti concreti e immediatamente fruibili. In questo caso il ponte passa attraverso il ricordo di Claudia, trasformato in una presenza che continua ad accompagnare, quasi in silenzio, chi ogni giorno varca la soglia del day hospital oncologico.

L’iniziativa conferma come, nei reparti dove si combatte il tumore, la tecnologia non sia solo sinonimo di macchinari complessi, ma anche di arredi evoluti capaci di alleggerire la fatica e migliorare l’esperienza di cura. Le nuove poltrone permettono di modulare lo schienale, sostenere correttamente gli arti, favorire il rilassamento e offrire agli operatori una maggiore agilità nella gestione delle terapie infusive, contribuendo anche alla sicurezza delle procedure. La sinergia tra competenze cliniche e contributi del volontariato rafforza la capacità dell’ospedale di rispondere ai bisogni dei malati oncologici non solo sul piano strettamente clinico, ma anche su quello umano e relazionale.

In un periodo dell’anno tradizionalmente legato alla famiglia e alla condivisione, il gesto delle famiglie Bocci e Nicchi assume un valore simbolico ulteriore: lancia un messaggio di speranza a chi sta vivendo la malattia e ricorda che nessuno dovrebbe affrontare da solo un percorso tanto impegnativo. La comunità eugubina si stringe idealmente attorno al reparto di Branca, confermando l’importanza di una sanità pubblica sostenuta da una rete di associazioni e cittadini attivi. Memoria, solidarietà e attenzione ai bisogni delle persone diventano così i tre cardini di una storia che unisce, in un unico filo, il dolore di una perdita, la forza del ricordo e la volontà di prendersi cura degli altri con gesti semplici ma profondamente significativi.

 
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