Caravaggio rivive in scena al Teatro Romano con Luigi D’Elia

Caravaggio rivive in scena al Teatro Romano con Luigi D’Elia

Monologo dedicato al pittore in scena il 17 luglio a Gubbio gratis

La figura di Michelangelo Merisi da Caravaggio, tra i protagonisti assoluti della storia dell’arte occidentale, approda sul palcoscenico del Teatro Romano di Gubbio con uno spettacolo dedicato alla sua vicenda umana e artistica. L’appuntamento è fissato per venerdì 17 luglio alle ore 21, nell’ambito della 65ª Stagione Estiva del Teatro Romano, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

L’evento è promosso dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei Nazionali Umbria e porta in Umbria “Caravaggio – di chiaro e di oscuro”, testo scritto da Francesco Niccolini, interpretato da Luigi D’Elia e diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi.

Un viaggio teatrale nella vita del grande pittore

Lo spettacolo racconta il percorso umano e creativo di Caravaggio, intrecciando la biografia dell’artista con il contesto storico e culturale del primo Seicento. Il racconto segue le vicende del pittore dalla difficile infanzia fino agli anni della piena maturità artistica, attraversando episodi segnati da povertà, successi improvvisi, conflitti, processi, fughe e condanne.

La narrazione ripercorre anche le caratteristiche che hanno reso celebre la sua pittura: la forza espressiva dei personaggi, il contrasto tra luce e ombra, la rappresentazione realistica della condizione umana e la capacità di trasformare scene sacre in immagini profondamente vicine alla realtà quotidiana.

L’opera teatrale propone così un ritratto complesso dell’artista, senza limitarsi alla cronaca della sua esistenza, ma mettendo in relazione la sua ricerca pittorica con le tensioni culturali di un’epoca attraversata da profonde trasformazioni.

Un nuovo progetto di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia

Dopo lavori dedicati alla grande letteratura, Francesco Niccolini e Luigi D’Elia affrontano il mondo della pittura, scegliendo uno degli artisti più discussi e influenti della storia dell’arte.

Il nuovo spettacolo rappresenta inoltre il terzo racconto biografico realizzato dalla coppia artistica, dopo le precedenti produzioni dedicate ad altre figure e vicende. Per questa occasione il progetto coinvolge anche Enzo Vetrano e Stefano Randisi, che si confrontano per la prima volta con la regia di un monologo.

L’intento è quello di attraversare uno dei periodi più fecondi della cultura europea, il primo Seicento, segnato dalla contemporanea presenza di personalità che hanno lasciato un segno nella letteratura, nella musica, nella scienza e nell’arte.

Tra biografia, arte e libertà creativa

Il cuore dello spettacolo è rappresentato dal rapporto tra il genio artistico e il contesto storico nel quale esso prende forma. Attraverso la vicenda di Caravaggio emergono interrogativi sul significato della libertà creativa, sulle difficoltà incontrate dagli artisti nel confrontarsi con il proprio tempo e sul rapporto tra innovazione e società.

La rappresentazione mette al centro una figura capace di rivoluzionare il linguaggio pittorico, spesso entrando in contrasto con le convenzioni artistiche e culturali dell’epoca. Le sue opere, inizialmente giudicate troppo realistiche, violente o prive del decoro richiesto dalla committenza, sono oggi considerate tra i capolavori assoluti della storia dell’arte.

La regia punta sulla forza della verità

Enzo Vetrano e Stefano Randisi sviluppano una lettura teatrale incentrata sulla complessità della personalità di Caravaggio. La regia esplora il contrasto tra fragilità e violenza, isolamento e desiderio di relazione, aspetti che caratterizzano sia la vita dell’artista sia molte delle sue opere.

Il lavoro mette in risalto il concetto di verità come elemento centrale dell’esperienza artistica. Secondo questa impostazione, la credibilità della parola teatrale dialoga con quella della pittura di Caravaggio, mentre l’interpretazione di Luigi D’Elia accompagna il pubblico all’interno della vicenda con il ritmo di un racconto diretto e coinvolgente.

L’obiettivo della rappresentazione è restituire il volto di un artista capace di trasformare la realtà in linguaggio universale, offrendo uno sguardo sulla sua esistenza e sulla sua produzione attraverso il teatro di narrazione.

Appuntamento il 17 luglio al Teatro Romano

Lo spettacolo andrà in scena venerdì 17 luglio alle ore 21 al Teatro Romano di Gubbio, nell’ambito della stagione estiva della struttura. L’ingresso sarà gratuito fino al raggiungimento della capienza disponibile.

La produzione è firmata da Mesagne Capitale Cultura di Puglia 2023 – Umana Meraviglia, Compagnia INTI di Luigi D’Elia, Le Tre Corde – Compagnia Vetrano/Randisi e Teatri di Bari, con il sostegno del Teatro Cristallo e di PASSO NORD – Centro regionale residenze artistiche di montagna Trentino-Alto Adige/Südtirol.

 
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