Monte Cucco, escursionista ferita recuperata con elisoccorso

Monte Cucco, escursionista ferita recuperata con elisoccorso

SASU, Nibbio 01 e Vigili del Fuoco impegnati per oltre 4 ore

🚁 Monte Cucco, escursionista ferita sul sentiero 279: il SASU la localizza in un’area impervia e senza segnale. Dopo oltre quattro ore di soccorsi, Nibbio 01 la recupera con il verricello e la trasporta a Branca per cure


Un intervento durato oltre quattro ore ha impegnato nella mattinata del 28 luglio le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria per raggiungere e recuperare una persona rimasta infortunata lungo il sentiero numero 279 del Parco del Monte Cucco. Le operazioni sono iniziate poco dopo le 11:30, quando è scattata l’attivazione attraverso il Tecnico di Centrale del Soccorso Alpino e Speleologico, in servizio presso la Centrale Operativa Regionale 118 dell’Umbria.

La persona da soccorrere si trovava in una zona difficile da raggiungere, caratterizzata da terreno impervio, vegetazione molto fitta e pressoché totale assenza di copertura telefonica. Condizioni che hanno reso particolarmente complesse sia la localizzazione iniziale sia la successiva progressione delle squadre verso il punto dell’incidente.

La richiesta di soccorso dal sentiero 279

L’emergenza si è verificata lungo il sentiero 279, un itinerario di circa 1,9 chilometri che collega Pian di Rolla alla Valle delle Prigioni. Il percorso attraversa un’area del Parco del Monte Cucco caratterizzata da tratti particolarmente impervi e da una vegetazione fitta.

Proprio le caratteristiche della zona hanno condizionato le prime fasi dell’intervento. La richiesta di soccorso proveniva infatti da un’area remota e l’indicazione iniziale della posizione non era sufficientemente precisa per consentire alle squadre di raggiungere immediatamente la persona ferita.

A complicare ulteriormente le operazioni era la pressoché totale assenza di segnale cellulare, elemento che rendeva difficili le comunicazioni e richiedeva l’impiego degli strumenti tecnici disponibili per individuare con esattezza il punto nel quale si trovava l’infortunata.

La geolocalizzazione consente di individuare la paziente

Il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria ha quindi attivato le procedure di localizzazione avanzata. Attraverso i software di geolocalizzazione in dotazione al SASU e l’attività svolta dal Tecnico di Centrale è stato possibile ricostruire con precisione la posizione della paziente.

Una volta individuato il punto, le informazioni sono state utilizzate per indirizzare rapidamente i soccorritori verso la zona dell’incidente. Un passaggio determinante, considerando le difficoltà del territorio e l’impossibilità di fare affidamento sulla normale copertura telefonica.

Sono state immediatamente mobilitate le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria provenienti da Sigillo, Gualdo Tadino e Foligno, chiamate a raggiungere la persona ferita attraverso il percorso impervio.

L’avvicinamento dei soccorritori in una zona impervia

Raggiungere la paziente ha richiesto una complessa progressione sul terreno. La conformazione dell’area, la presenza della vegetazione e le difficoltà nelle comunicazioni hanno reso particolarmente impegnativo l’avvicinamento.

Una volta arrivati sul posto, i Tecnici e i Sanitari del SASU hanno prestato le prime cure alla persona infortunata. Gli operatori hanno provveduto alla stabilizzazione dell’arto inferiore destro, preparando successivamente la paziente per il trasferimento.

Per il trasporto è stata utilizzata la barella portantina in dotazione al Soccorso Alpino e Speleologico Umbria. Le squadre hanno quindi iniziato a spostare la paziente verso una zona nella quale le caratteristiche della vegetazione potessero consentire l’intervento dell’elicottero.

Attivato l’elisoccorso regionale Nibbio 01

Nel corso delle operazioni è stato attivato l’elisoccorso regionale Nibbio 01, con a bordo il medico, l’infermiere e il Tecnico di Elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria.

L’intervento dall’alto non poteva essere effettuato immediatamente nel punto in cui si trovava la paziente. La vegetazione fitta rendeva infatti necessario individuare un settore più adatto alle manovre dell’elicottero.

Mentre Nibbio 01 raggiungeva la zona, le squadre a terra hanno continuato la progressione con la barella, dirigendosi verso un’area nella quale la vegetazione risultava meno fitta e quindi compatibile con le operazioni aeree.

Recupero con il verricello e trasferimento a Branca

Raggiunto il punto individuato per completare l’intervento, l’equipaggio di Nibbio 01 ha effettuato con successo il recupero. La paziente e il Tecnico di Elisoccorso del SASU sono stati imbarcati mediante verricello, consentendo di superare le difficoltà legate all’accessibilità dell’area.

Terminata la manovra, l’elisoccorso regionale ha trasferito la persona infortunata all’Ospedale di Branca, dove è stata accompagnata per ricevere le cure necessarie dopo l’incidente avvenuto sul sentiero del Monte Cucco.

Operazioni concluse dopo oltre quattro ore

L’intervento ha richiesto complessivamente oltre quattro ore di attività, dalla prima attivazione delle squadre fino al recupero della paziente. La durata delle operazioni è stata legata alle condizioni particolarmente difficili dell’area, alla necessità di localizzare con precisione la persona ferita e alla complessa progressione dei soccorritori.

Sul posto erano presenti anche i Vigili del Fuoco, intervenuti nell’ambito delle operazioni di soccorso.

L’attività ha coinvolto il Tecnico di Centrale del Soccorso Alpino e Speleologico, le squadre SASU provenienti da Sigillo, Gualdo Tadino e Foligno, i sanitari e l’equipaggio di Nibbio 01. Il recupero si è concluso con il trasferimento della paziente all’Ospedale di Branca, dopo un intervento articolato tra operazioni a terra e recupero aereo.

 
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