Riqualificazione: Gubbio trasforma il sagrato di San Francesco

Riqualificazione: Gubbio trasforma il sagrato di San Francesco

Nuovo volto per il centro storico e per la via degli Ortacci

GUBBIO, 17-02-2026 – Nella cittadina eugubina dopo aver riaperto ufficialmente i flussi veicolari in Piazza 40 Martiri, a seguito dell’imponente cantiere finanziato dal PNRR iniziato nel tardo 2023, l’amministrazione comunale ha alzato il velo sulla fase successiva del piano di rigenerazione. Sotto la direzione dell’assessorato ai Lavori Pubblici coordinato da Spartaco Capannelli,è pronto un ulteriore investimento da 500mila euro. Questo nuovo stanziamento non sarà destinato a interventi isolati, ma servirà a rifare completamente l’aspetto del sagrato della Chiesa di San Francesco e all’intero asse viario di via degli Ortacci, estendendosi fino alla Porta monumentale, come riporta il comunicato istituzionale del Comune di Gubbio.

L’obiettivo dichiarato dalla giunta è di dare un senso compiuto a una visione di città che sia accogliente e moderna. Se il primo stralcio da 5 milioni di euro ha agito sulle grandi infrastrutture e sulla viabilità portante, questo nuovo progetto mira a uniformare l’arredo urbano nelle aree di maggior pregio storico. Si tratta di un’operazione di chirurgia urbanistica che vuole eliminare le frammentazioni visive, portando a compimento un restyling che integri la piazza principale con i suoi ingressi più suggestivi. La riqualificazione diventa così uno strumento per definire l’identità sociale di spazi che per troppo tempo sono stati considerati semplici zone di transito.

La recente riapertura al traffico ha portato con sé una gestione dei flussi profondamente rinnovata. Per evitare che la piazza torni a essere un groviglio di auto, sono state inserite nel tessuto viario due nuove rotatorie. La più imponente sorge nei pressi dell’abside della Chiesa di San Francesco, mentre una seconda, dalle proporzioni più contenute, è stata posizionata di fronte alla farmacia locale. Questa specifica scelta tecnica non è casuale: la rotatoria “minore” ha il compito fondamentale di proteggere il quartiere di San Martino da un carico di traffico eccessivo, distribuendo il peso dei veicoli in modo più intelligente e sicuro per i residenti e per chi usufruisce dei servizi essenziali della zona.

Il tratto che unisce via Piccardi alla piazza non sarà più terra di conquista per le auto: la pedonalizzazione integrale davanti alle Logge punta a creare un’area dedicata esclusivamente all’incontro e al passeggio. Per blindare questa vocazione urbana, l’assessore Capannelli ha previsto l’acquisto di dissuasori di design, con un investimento di 50mila euro, capaci di proteggere i pedoni senza deturpare il profilo architettonico del sito. Parallelamente, la zona dei giardini si trasforma in una ZTL mirata, garantendo alle attività commerciali il necessario supporto logistico per carico e scarico, ma preservando la quiete e il decoro dell’area verde.

Lungo i lati che ospitano l’ospedale, la farmacia e gli uffici ex Inam, sono stati istituiti parcheggi gratuiti con disco orario di un’ora. Questo “parcheggio veloce” assicura un ricambio costante e facilita l’accesso ai servizi sanitari senza ingolfare la piazza. A completare il quadro funzionale e scenografico sarà il nuovo sistema di illuminazione pubblica: dopo i collaudi tecnici positivi, l’attivazione definitiva è prevista per la fine del mese, regalando a Gubbio una visione notturna capace di esaltare le nuove pavimentazioni e le linee architettoniche appena restaurate.

Come sottolineato dall’assessore Capannelli, la priorità è ora governare l’uso della piazza. Non basta trasformare fisicamente un luogo; occorre indicare con chiarezza quali funzioni debbano prevalere e quali flussi vadano tutelati. Il passaggio da snodo viario a spazio pubblico qualificato richiede una vigilanza costante e una capacità di bilanciare le esigenze dei commercianti, la vivibilità dei residenti e la tutela monumentale. Con il completamento del sagrato di San Francesco, Gubbio si candida a diventare un modello di come le risorse del PNRR possano essere utilizzate non solo per riparare, ma per ripensare integralmente il volto e l’anima della città.

 
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