Impianto comunale chiuso, silenzio del Comune e città ferma!!
La piscina comunale chiusa a Gualdo Tadino non è più soltanto un disservizio, ma un fatto strutturale che pesa sulla vita quotidiana della città. L’impianto è fermo, le vasche vuote, le attività sospese senza che sia mai stata fornita una spiegazione ufficiale chiara e completa. A fronte di una chiusura prolungata, l’amministrazione comunale non ha prodotto atti pubblici, note istituzionali o comunicazioni in grado di chiarire le cause, i tempi e le prospettive di riapertura.
Un silenzio che dura da mesi
Il vuoto informativo si protrae da mesi, nonostante sollecitazioni formali e iniziative pubbliche promosse dalle forze di opposizione. La mancanza di risposte è diventata parte del problema, alimentando un clima di incertezza tra cittadini, famiglie e utenti che facevano affidamento su un servizio essenziale per sport, salute e socialità.
La questione liquidata come ordinaria
Nel corso di una seduta del Consiglio comunale di dicembre, la chiusura dell’impianto è stata ricondotta a una presunta normalità stagionale, senza entrare nel merito delle condizioni tecniche reali. Una lettura giudicata riduttiva e distante dalla realtà, che ha evitato di riconoscere l’esistenza di criticità concrete e ha spostato l’attenzione dal nodo principale: l’assenza di una gestione trasparente.
Un modello amministrativo sotto accusa
La vicenda della piscina si inserisce in un quadro più ampio, segnato da una gestione ritenuta priva di programmazione di lungo periodo. Secondo l’opposizione, negli anni si sono susseguiti annunci e narrazioni autocelebrative che non trovano riscontro nei servizi e nelle infrastrutture cittadine, mentre i problemi vengono rinviati fino a diventare emergenze.
Un simbolo del degrado dei servizi pubblici
La piscina comunale chiusa, scrive Rifare Guldo in una nota, senza spiegazioni e senza un cronoprogramma pubblico, è diventata il simbolo di un rapporto logorato tra istituzioni e comunità. Non è la rottura di un impianto a destare allarme, evento che può accadere, ma il silenzio che la accompagna e l’assenza di responsabilità dichiarate.
La richiesta di chiarezza immediata
Da più parti viene chiesto che l’amministrazione riferisca pubblicamente sulle condizioni dell’impianto, sulle responsabilità e sulle prospettive future. La gestione della cosa pubblica, viene ribadito, non può sottrarsi al dovere di rendere conto. A Gualdo Tadino cresce la convinzione che la trasparenza non sia un’opzione, ma un obbligo istituzionale verso i cittadini.

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