La difesa dei crinali e dell’identità umbra resta priorità
L’amministrazione di Palazzo Pretorio ha innalzato un vero e proprio scudo istituzionale contro la proliferazione incontrollata di aerogeneratori industriali che minacciano di riscrivere la morfologia dei monti eugubini. Al centro della contesa si trovano quattro progetti massicci che prevedono l’installazione di 22 turbine giganti, ciascuna alta 200 metri, posizionate strategicamente sui crinali che cingono la città medievale. Le istanze, presentate da diverse società elettriche sotto i nomi di “Gubbio Nord”, “Gubbio Sud”, “La Contessa” e “Monteleto”, hanno innescato una reazione immediata del Comune, determinato a impedire che decisioni esterne compromettano un’armonia visiva e storica millenaria. Sebbene alcuni procedimenti siano stati dichiarati improcedibili dalla Regione, la partita resta aperta presso il Ministero dell’Ambiente, spingendo la giunta verso una vigilanza tecnica senza precedenti, come riporta la comunicazione istituzionale del Comune di Gubbio.
Il primo cittadino Vittorio Fiorucci ha impresso una accelerazione decisa alle manovre di difesa, attivando un ufficio tecnico permanente che lavora a tempo pieno sulla documentazione dei progetti. Il pilastro di questa resistenza è rappresentato dal regolamento comunale approvato lo scorso novembre, che definisce i criteri per l’idoneità delle aree destinate alle rinnovabili. Non si tratta di un “no” pregiudiziale alla modernizzazione energetica, ma di una rivendicazione di sovranità territoriale: l’obiettivo è blindare le cime e le aree panoramiche più sensibili, evitando che i giganti d’acciaio oscurino il patrimonio collettivo. Il Comune di Gubbio ha chiesto agli esperti un inquadramento normativo ancora più stringente per sfruttare ogni piega della legge nazionale e regionale a favore della conservazione del suolo.
Uno dei punti più critici sollevati dall’amministrazione riguarda l’impatto visivo diretto sul cuore monumentale di Gubbio. È stato avviato un confronto serrato con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per valutare come la presenza delle pale possa interferire con la percezione del Palazzo dei Consoli e dell’intero complesso urbano medievale. Lo “skyline” cittadino non è considerato solo un fattore estetico, ma un elemento identitario e un volano economico per il turismo internazionale. La preoccupazione è che l’effetto cumulativo dei parchi eolici, unito a eventuali iniziative nei comuni confinanti, possa generare una barriera artificiale capace di declassare il valore storico e archeologico dell’area, rompendo quel legame indissolubile tra borgo e natura.
Parallelamente all’azione locale, il sindaco ha investito del problema i vertici della Regione Umbria, chiedendo che la cartografia comunale delle zone sensibili venga recepita come vincolo insuperabile nei piani energetici regionali. L’incontro fissato con l’assessore all’Ambiente Thomas De Luca servirà a chiarire i margini di manovra politici e tecnici per evitare che Gubbio subisca scelte calate dall’alto. Nel frattempo, un gruppo di lavoro dedicato sta elaborando le osservazioni da inviare al Ministero dell’Ambiente nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). In questi documenti verranno sviscerati non solo gli effetti visivi, ma anche le criticità infrastrutturali: dai tracciati dei cavidotti alla viabilità pesante necessaria per i cantieri sui crinali, fino alle possibili interferenze con siti di interesse archeologico ancora inesplorati.
La posizione di Gubbio si fa portavoce di un malessere comune a molti borghi italiani, stretti tra la necessità della transizione ecologica e l’esigenza di non svendere il proprio capitale paesaggistico. Fiorucci ha ribadito con fermezza che la produzione di energia pulita deve essere un processo partecipato e non una sopraffazione. La difesa del sistema monumentale eugubino viene elevata a interesse pubblico primario, superiore alle logiche di mero profitto industriale. L’amministrazione comunale continuerà a esercitare ogni prerogativa istituzionale affinché la voce dei cittadini e la tutela della bellezza non vengano sacrificate, garantendo che ogni eventuale intervento sia frutto di un equilibrio rigoroso tra innovazione tecnologica e rispetto del patrimonio non riproducibile dell’Umbria.

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