Fissata al 1° luglio l’udienza preliminare per i tre imputati accusati di violenza sessuale di gruppo e tentata rapina
Si muove su un doppio binario, tra sviluppi cautelari e percorso giudiziario, la vicenda della presunta violenza sessuale di gruppo avvenuta nella notte tra il 4 e il 5 settembre in piazza Quaranta Martiri, a Gubbio.
Il tribunale del Riesame ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per uno degli indagati, un 44enne originario di Nardò, accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Ubaldo Minelli. Gli altri due imputati, invece, restano detenuti in carcere. Lo riporta il Messaggero Umbria nell’edizione del 29 aprile in un articolo a firma di Enzo Beretta.
Nel frattempo è stata fissata al prossimo 1° luglio, davanti al giudice Valeria Casciello, l’udienza preliminare nei confronti dei tre uomini coinvolti: due fratelli di 37 e 44 anni, entrambi salentini, e un cuoco di 37 anni residente a Gualdo Tadino. Tutti sono accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane donna e di tentata rapina nei confronti dell’amico della vittima.
Secondo la ricostruzione della Procura, la ragazza sarebbe stata aggredita con violenza, “spinta con forza contro un’auto” e “baciata con irruenza”, mentre gli aggressori le avrebbero sollevato la maglietta. Per vincere la sua resistenza, si legge negli atti, la giovane sarebbe stata colpita anche con uno schiaffo prima che le venissero abbassati pantaloni e biancheria intima.
Gli investigatori riferiscono inoltre che alla vittima sarebbe stata tappata la bocca per impedirle di urlare e chiedere aiuto. Anche l’amico intervenuto in sua difesa sarebbe stato aggredito brutalmente con calci e pugni, persino quando si trovava già a terra, e minacciato di morte. L’episodio si sarebbe interrotto soltanto con l’arrivo di altre persone, circostanza che avrebbe costretto i tre ad allontanarsi rapidamente dalla zona.

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