Morto Roberto Grandis, formatore e psicologo, era malato da due anni

 
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Morto Roberto Grandis, formatore e psicologo, era malato da due anni

Morto Roberto Grandis, formatore e psicologo, era malato da due anni

Si è spento questa mattina, nella sua casa di Gubbio, lo psicologo e formatore Roberto Grandis. Da circa due anni stava combattendo con una terribile malattia ed era stato a lungo in cura a Torino, la città dove era nato nel 1943. Da decenni abitava a Gubbio, dove ha creato la sua famiglia.
Per professione e per passione, si è sempre interessato alla formazione psicosociale.


Agenzia Press News


Ha iniziato la sua attività nel 1969 nell’ambito della preparazione degli animatori socio-culturali. Poi, si è dedicato alla formazione di operatori sportivi e del tempo libero, per passare, dal 1982, alla formazione in contesti lavorativi. Ha collaborato con le più importanti aziende italiane e con numerosissime realtà della pubblica amministrazione (Regioni, Province, Comuni, Camere di commercio, Asl e altri).

Si è occupato di tutte le tappe del processo formativo, di rilevazione di clima e people satisfaction, di ricerche motivazionali. Ha insegnato Psicologia dal 1980 al 1988 presso l’Istituto teologico di Assisi, affiliato alla facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense. È stato docente di sviluppo personale presso i Master della Profingest di Bologna, nonché presso l’Istituto di Studi militari e marittimi di Venezia. È stato psicologo clinico e psicoterapeuta.

Autore di numerosi articoli su riviste specializzate, ha collaborato per molti anni con un quotidiano regionale dell’Umbria. È coautore, con Giuseppe Negro del libro “Gestire il disservizio”, per le edizioni Il Sole 24 Ore. Insieme con l’attrice teatrale Laura Curino è stato ideatore e relatore degli eventi di teatro-formazione per convention aziendali prodotti da Empatheia, il gruppo di esperti e formatori che lui stesso ha creato. Tra i titoli dei percorsi formativi figurano “Si può fare: dal mito olivettiano all’organizzazione del ben-essere”, “Costruire ponti, scavalcare muri, esplorare altrove” (anche con Roberto Canu e Andrea Galli) e “Enrico Mattei: il principe del petrolio”.

A partire dagli anni Settanta, è stato protagonista di una intensa attività associativa con il Centro sportivo italiano (Csi), per il quale ha guidato il comitato provinciale di Torino, diventando poi segretario nazionale e responsabile dell’attività formativa. Proprio in seno alle attività

dell’associazione nazionale di sport di base, conobbe don Vittorio Peri, il sacerdote assisano che fu a lungo assistente ecclesiastico del Csi, scomparso nell’agosto 2021. Anche il comitato di Gubbio del Csi, per il quale aveva ripreso ad occuparsi di formazione nel decennio scorso, lo ricorda con grande affetto e cordoglio: “Ha sempre creduto – ricordano i responsabili eugubini del Csi – nella forza dell’associazionismo, specie di quello sportivo, e nel ruolo fondamentale che esso ha per la crescita e l’educazione integrale dei giovani e della persona. Ci ha ripetuto spesso che: ‘Non esiste lo sport cristiano, ma un modo cristiano (oltre che umano) di considerare lo sport’”.

Tra le grandi amicizie coltivate da Grandis fin dagli anni giovanili, va ricordata quella con don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, arrivato a Gubbio in varie occasioni, proprio grazie agli inviti di Roberto. Memorabile, a metà degli anni Novanta, l’incontro pubblico organizzato al centro servizi “Santo Spirito”, con Ciotti e l’allora procuratore generale di Palermo, Gian Carlo Caselli.

Negli anni Novanta, Roberto Grandis è stato anche assessore alla cultura, ai giovani e allo sport del Comune di Gubbio, nella giunta guidata dal sindaco Paolo Barboni, fra il 1993 e il 1997. L’esperienza di Grandis a Palazzo Pretorio, nata nell’ambito civico con la lista “Insieme per cambiare”, si fermò per sopraggiunti incarichi di lavoro, che lo portavano spesso fuori città per lunghi periodi.

“Un grande professionista e psicologo di valore, di grande serietà e levatura – lo ricorda il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati – che fu, per la politica locale, un importante elemento di pungolo e sollecitazione. Nella nostra comunità ha sempre testimoniato e ripetuto l’invito a fare politica in maniera fresca, rinnovata, con la necessità e la capacità di comunicare con i cittadini.

E poi, l’attenzione alla questione giovanile, che ha sempre sentito in maniera molto forte a partire da trent’anni fa, con la prima indagine sulla condizione dei giovani nella nostra città e sul territorio, anticipando temi che anche oggi tornano alla nostra attenzione in modo anche più drammatico. A nome dell’intera amministrazione comunale – conclude il sindaco Stirati – voglio esprimere un cordoglio sincero e grande vicinanza a tutta la sua famiglia e in particolare alla figlia Federica, nostra collaboratrice nel campo della comunicazione istituzionale”.

L’ultimo saluto a Roberto Grandis, con la celebrazione del rito funebre, si terrà domani – 7 gennaio – alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di San Silvestro a Branca, alla presenza del Gonfalone della Città di Gubbio.

 
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