da Lara Partenzi
Più che un eroe fu una persona animata da un grande spirito di avventura, lo stesso che lo ha portato a nutrire una forte appartenenza allo Stato italiano e a morire in nome dell’ideale per cui combatteva. Romano Sauro, nipote di Nazario Sauro, per descrivere suo nonno sceglie il termine “marinaio”, non a caso utilizzato nel titolo del suo libro dedicato al padre di suo padre “Nazario Sauro. Storia di un marinaio”.
In una affollatissima sala delle Colonne di Palazzo Graziani, l’Ammiraglio Romano Sauro ha portato la sua testimonianza in occasione del primo incontro organizzato dalla Fondazione Cariperugia Arte a Palazzo Graziani, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, nell’ambito del ciclo “La Grande guerra. Due colpi di pistola, dieci milioni di morti, la fine di un mondo. Per comprendere meglio cento anni dopo” legato alla mostra “La prima guerra mondiale e l’Umbria allestita a Palazzo Baldeschi fino al 2 giugno.
Prossimo appuntamento venerdì 13 marzo, con l’esibizione dei Umbria Ensemble presso la Rocca Flea di Gualdo Tadino (invito in allegato).

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