Approvato il restauro sismico della chiesa di Coldipeccio

Approvato il restauro sismico della chiesa di Coldipeccio

Intervento da 100mila euro per San Michele Arcangelo

Via libera definitivo all’intervento di miglioramento sismico della chiesa di San Michele Arcangelo, situata nella frazione Coldipeccio di Scheggia e Pascelupo (PG). La decisione è stata assunta dalla conferenza permanente, che ha approvato un progetto mirato a garantire la sicurezza e la conservazione di un edificio di grande valore storico e religioso.

La chiesa, costruita in stile romanico e caratterizzata da una navata unica con muratura in pietra e laterizio, presenta una copertura a due falde sorretta da una struttura lignea composta da tre capriate, correnti e travicelli. L’intervento prevede la puntellatura del solaio ligneo, che sarà rimossa al termine delle operazioni di consolidamento, l’installazione di ponteggi metallici sui quattro prospetti e il ripristino delle pareti lesionate mediante la tecnica del cuci-scuci. Seguiranno la ripresa degli intonaci interni sulle pareti trasversali e una nuova tinteggiatura a base di calce.

Il costo complessivo dell’opera è fissato in 100.000 euro, cifra destinata a restituire stabilità e decoro a un luogo di culto che rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale.

Il commissario alla ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, ha sottolineato l’importanza di tutelare il patrimonio religioso e culturale, evidenziando come il recupero delle chiese sia un impegno costante per restituirle ai fedeli. Castelli ha inoltre espresso gratitudine al presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, al vescovo Luciano Paolucci Bedini, all’Ufficio ricostruzione e al sindaco Fabio Vergari per la collaborazione istituzionale che ha reso possibile l’avvio del progetto.

L’intervento non si limita a un’opera tecnica: rappresenta un segnale di attenzione verso la memoria collettiva e la valorizzazione del territorio. La chiesa di Coldipeccio, con la sua architettura semplice e solenne, è parte integrante della storia locale e il suo recupero assume un significato che va oltre la dimensione religiosa, diventando simbolo di resilienza e di continuità culturale.

La comunità attende con fiducia la conclusione dei lavori, consapevole che la messa in sicurezza dell’edificio non solo garantirà la fruizione liturgica, ma rafforzerà il legame identitario con un bene che testimonia secoli di devozione e tradizione.

 
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