La ricca cucina tradizionale si trasferisce proprio a Gubbio
La prestigiosa Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia ha ospitato la presentazione ufficiale della diciassettesima edizione di una manifestazione gastronomica di rilievo nazionale. Dal 19 al 21 giugno la cittadina di Gubbio, focalizzandosi in particolare sul territorio della frazione di Carbonesca, diventerà il fulcro della cucina popolare e della tutela della biodiversità agraria. L’evento celebra la trasformazione di una pietanza storicamente considerata povera in un vero e proprio vessillo delle culture gastronomiche locali della penisola.
La kermesse vanta il patrocinio di numerosi enti pubblici regionali e locali, tra cui la Provincia di Perugia, il Comune di Gubbio e l’Unpli Umbria. Alla conferenza stampa di lancio hanno preso parte i principali rappresentanti istituzionali del territorio e i responsabili delle associazioni culturali coinvolte nell’organizzazione. Durante l’incontro è emersa l’importanza di valorizzare le produzioni di piccoli coltivatori che preservano varietà alimentari rare.
La valorizzazione del patrimonio cerealicolo locale
Al centro dell’attenzione scientifica e culturale del raduno si colloca il recupero del granoturco autoctono non modificato geneticamente. La riscoperta dei diversi ecotipi regionali rappresenta infatti un elemento cruciale per sostenere un modello di sviluppo agricolo a ridotto impatto sull’ambiente. Nel territorio eugubino questa filosofia si traduce nella salvaguardia del rinomato mais quarantino otto file tipico di Carbonesca.
Proprio a questo cereale storico verrà interamente dedicato il simposio scientifico di apertura, previsto per il pomeriggio di venerdì 19 giugno all’interno della Sala Trecentesca di Palazzo Pretorio. Esperti del settore agrario dell’Università degli Studi di Perugia, storici dell’alimentazione e istituzioni regionali si confronteranno sulle potenzialità commerciali e culturali legate alla coltivazione di questa specifica varietà locale.
Diciotto delegazioni e la ricchezza delle ricette regionali
Il programma operativo del raduno, coordinato dall’Associazione Culturale Polentari d’Italia, vedrà l’arrivo nel territorio umbro di ben diciotto delegazioni provenienti da diverse aree geografiche italiane. Ciascun gruppo preparerà la propria versione tipica utilizzando ingredienti specifici e metodologie di cottura tramandate di generazione in generazione. Il pubblico potrà così conoscere una straordinaria varietà di abbinamenti e ricette tradizionali.
I visitatori avranno l’opportunità di assaggiare preparazioni che spaziano dalla classica versione piemontese con merluzzo e cipolle fino alle varianti trentine a base di patate. Le regioni centrali presenteranno ricette robuste con sughi di cinghiale o di maiale, mentre le delegazioni insulari proporranno combinazioni aromatiche tipiche. La stessa comunità ospitante di Carbonesca offrirà la propria specialità ripassata al forno e arricchita da sugo di carne e salsiccia cotta alla brace.
Il programma delle celebrazioni e il folklore cittadino
Il calendario delle tre giornate prevede un’alternanza tra momenti culinari e manifestazioni storiche popolari. Il venerdì si aprirà con l’accoglienza formale delle delegazioni e con una serie di visite guidate finalizzate a far conoscere le eccellenze dell’artigianato artistico del centro storico eugubino. Successivamente l’attenzione si sposterà sui contenuti del convegno scientifico incentrato sul mais locale.
La giornata del sabato rappresenterà invece il fulcro delle attività spettacolari ed espositive. Nel pomeriggio il nucleo urbano di Gubbio sarà attraversato da una sfilata in costumi storici, accompagnata dalla banda musicale cittadina e dalle storiche esibizioni del gruppo locale di sbandieratori e balestrieri. Successivamente in piazza Quaranta Martiri avverrà l’apertura ufficiale degli stand per l’inizio delle degustazioni pubbliche programmate.
La giornata conclusiva di domenica vedrà lo spostamento di tutte le attività logistiche e conviviali direttamente presso le strutture della Pro Loco di Carbonesca. Dopo la consueta funzione religiosa della mattina, le delegazioni si riuniranno per un pranzo istituzionale collettivo. Questo momento segnerà anche il formale passaggio di consegne al comitato della Valle di Ledro in Trentino, che assumerà l’incarico di pianificare la successiva edizione della manifestazione nazionale.

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