Gubbio, sequestrata cava Casamorcia, era area benessere con piscina

 
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Gubbio, sequestrata cava Casamorcia, era area benessere con piscina

Gubbio, sequestrata cava Casamorcia, era area benessere con piscina

leri, nell’ambito di un’indagine  coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico, con l’ausilio di personale dell’Ufficio “Risorse Minerarie”, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Perugia – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari. Oggetto del sequestro una cava dismessa a Gubbio (PG), località Casamorcia, di proprietà ed adiacente all’abitazione di uno degli indagati nel procedimento, dove lo stesso aveva ampliato la propria casa costruendo un`area benessere con annessa piscina.


Fonte Carabinieri Nucleo Operativo Ecologico


Nel corso delle operazioni è stato eseguito un sequestro di 147.000 Euro nei confronti del soggetto e della società che aveva effettuato lo sbancamento. Le indagini scaturiscono da un’attività iniziata nel febbraio del 2020, quando personale del NOE unitamente a quello dell’Ufficio “Risorse Minerarie”, hanno appurato una serie di irregolarità legate al cosiddetto riambientamento della predetta cava.

La ricostruzione degli eventi, sviluppata dai Carabinieri del NOE di Perugia, ha evidenziato un’escavazione non autorizzata in un’area sottoposta a vincoli. Il lavoro aveva permesso al proprietario di nascondere  il progetto di un’area wellness, con annessi garage e sala macchine, all’interno delle mura in cemento armato che avrebbero dovuto solo sorreggere il fronte della cava. Nell’area è stata appurata l’asportazione di circa 16500 metri cubi di terre e rocce, che hanno deteriorato ii territorio soggetto a vincoli.

Gravi le irregolarità constatato nel corso delle indagini, il lavoro, infatti,  è stato autorizzato attraverso un permesso a costruire rilasciato in violazione delle nonne di legge. È stata inoltre consentita la realizzazione abusiva di un pozzo ad “uso domestico” in una zona “di tutela assoluta” (sono previste infatti delle fasce di rispetto per la realizzazione di pozzi di acque destinate esclusivamente al consumo umano).

Le irregolarità contestate emergono anche tra il progetto presentato presso il servizio regionale competente in materia di deposito sismico e quello presentato presso il Comune di Gubbio. Il denaro sequestrato, 147.000 €, è stato contabilizzato quale profitto del reato di “Inquinamento ambientale” (art. 452 bis del Codice Penale).

La cava, qualificata come dismessa, poteva essere oggetto di interventi finalizzati al solo recupero ambientale, mentre tali opere ne hanno determinato un ulteriore deterioramento; è stato infatti evidenziato lo scavo di terra e rocce per un totale di 16500 metri cubi, di cui 13100 trasportati verso siti rimasti sconosciuti; tale volume, che sarebbe dovuto essere trattato al pan di rifiuti  (in ordine anche alla relativa documentazione di trasporto ed al trattamento) rappresenta il profitto del reato, il cui valore, in caso di commercializzazione, corrisponde alla somma posta sotto sequestro.

Sono inoltre al vaglio delle indagini le posizioni di ulteriori indagati, progettisti dell`intervento e dipendenti comunali, in merito alle autorizzazioni rilasciate in totale difformità di legge.

 
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