Teatro, la maschera di Pino al Ronconi di Gubbio, 30 aprile

La storia è incentrata su un incontro, l’incontro tra Pulcinella e un’entità

 
Chiama o scrivi in redazione


Teatro, la maschera di Pino al Ronconi di Gubbio, il 30 aprile
GUBBIO – Il progetto “La maschera di Pino” nasce dalla collaborazione tra la tribute band di Pino Daniele “Nero a metà” e l’attore Demetrio Catillo, e dall’incontro tra le prime produzioni artistiche di Pino Daniele e la narrazione di alcune vicende di “napoletanità”.

La storia è incentrata su un incontro, l’incontro tra Pulcinella e un’entità, una presenza non meglio identificata, che si definisce “lo spirito del vento”. Lo spirito del vento si palesa a Pulcinella una sera, mentre se ne stava sul letto a riposare, e dopo avergli raccontato di precedenti analoghi incontri avvenuti con i suoi avi, incontri avvenuti in particolari momenti della storia cittadina, momenti di speranza di cambiamento, lo invita, così come già fatto con i suoi antenati, a “togliersi la maschera”.

L’invito a “togliersi la maschera” non è altro che l’invito a Pulcinella, simbolo universale della napoletanità di cui incarna l’esuberanza, lo spirito ironico canagliesco e generoso, la filosofia pratica e disincantata, ma anche simbolo di un popolo tradizionalmente sfruttato dai potenti, disprezzato e ad essi asservito, a provare a risvegliare le coscienze dormienti e incapaci di reagire alle vessazioni che da sempre il popolo napoletano vive e subisce… e l’invito è a fare ciò attraverso l’arte, la musica, il canto.

E Pulcinella se la toglie la maschera, e comincia a cantare, partendo dalle note della bellissima “Suonno d’ajere” che incarna il dialogo tra un Pulcinella senza maschera, sofferente per il dolore che lo circonda ed un popolo che non riesce a spiegarsi tale cambiamento, proseguendo con le più note “Na tazzulella ‘e cafè” che evidenzia con modi astutamente ironici, un attacco alla classe politica locale dell’epoca, incline a favorire costruzioni abusive, collusioni con organizzazioni criminali, speculazioni, “Je so’ pazzo” nella quale il protagonista si immedesima in Masaniello, noto personaggio della rivoluzione napoletana del 1647, per finire il primo blocco musicale con “Napul’è”, malinconico ritratto di una città bellissima afflitta da mille problemi nell’indifferenza generale e nella disincantata rassegnazione dei suoi abitanti. (…)

 
Chiama o scrivi in redazione



Scrivi in redazione

Eventi in Umbria

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*