Due eventi uniscono persone e paesaggi nel segno della musica condivisa
Prosegue il Biancospino Music Festival e, con esso, cresce l’energia che nei giorni scorsi ha già trasformato Gualdo Tadino in una piccola capitale della musica e dell’arte partecipata. Dopo il consenso ottenuto con il debutto del 24, 25 e 26 ottobre, la rassegna ideata e diretta dal violoncellista Riccardo Pes torna ora con due appuntamenti che intrecciano esperienze di solidarietà, amicizia e rispetto per l’ambiente, confermando la vocazione del festival a unire persone e luoghi attraverso il linguaggio più universale di tutti: la musica.
Giovedì 30 ottobre, alle 20.45, il Teatro Talia aprirà le porte a “Musica è inclusione”, un concerto che racchiude lo spirito più puro di questo progetto culturale. Sul palco, insieme al direttore Claudio Rosati, si esibirà il coro “Segni Particolari”, formato da artisti con disabilità provenienti dai centri socio-assistenziali della provincia di Perugia. Accompagnati da educatori e volontari, questi interpreti dimostrano ogni volta come le note possano diventare veicoli di libertà e incontri autentici: quando salgono sul palco, le diversità si trasformano in armonie, e il canto diventa racconto di resilienza e di appartenenza. L’iniziativa nasce grazie alla collaborazione dell’Associazione Amici del Germoglio, della Cooperativa ASAD e di Musica Nova, in un tessuto sociale che da tempo, anche tra difficoltà e sfide quotidiane, coltiva l’idea che l’arte sia un bene comune.
Domenica 2 novembre, sempre alle 20.45, l’appuntamento sarà invece con “Musica e Paesaggio” nella Concattedrale di San Benedetto, luogo che per la sua storia e bellezza promette un’esperienza sonora di rara intensità. A dirigere l’Orchestra d’Archi Blanc ci sarà il maestro Claudio Di Meo, figura di spicco del panorama internazionale e fondatore della Whitehall Orchestra di Londra. Formazione nata nel 2021 e già capace di conquistare pubblico e critica, l’Orchestra d’Archi Blanc si distingue per la sua identità visiva total white, simbolo di luce, nascita e purezza, ma anche per una visione artistica che fonde rigore tecnico e libertà espressiva.
Il concerto racconterà, con brani dedicati alla natura, la tensione ideale che lega l’uomo al suo ambiente, cercando di restituire in musica ciò che spesso sfugge allo sguardo: il respiro dei paesaggi, il dialogo tra silenzi e suoni, l’eco delle emozioni che la terra restituisce a chi la ascolta. Claudio Di Meo, vincitore dell’“International Conducting Competition Westminster London”, ha studiato direzione d’orchestra nel Regno Unito con Martyn Brabbins e riceve unanimi elogi per la profondità e la sensibilità delle sue interpretazioni. Nelle parole di Benjamin Buckton dell’English Chamber Orchestra, il suo gesto sul podio rappresenta “una ventata d’aria nuova nella scena musicale europea”.
I musicisti dell’orchestra — provenienti dal Triveneto e selezionati per bravura e affiatamento — si muoveranno in un repertorio che intreccia tradizione e innovazione, in una serata dedicata al dialogo tra suono, spazio e comunità. Tra loro Francesca Koka, Paolo Castellani, Giulia Freschi, Elena Allegretto, Jana Kulichova e Giorgia Pellarin, interpreti che condividono la stessa idea di musica come linguaggio etico oltre che estetico.
L’intera manifestazione, che proseguirà fino al 9 novembre, porta con sé la memoria del miracolo del Biancospino del Beato Angelo, simbolo di speranza per la comunità gualdese. È da questa immagine che Riccardo Pes ha tratto l’ispirazione per costruire un festival dove arte e spiritualità si fondono con le radici di un territorio che da secoli lega il proprio destino alla tradizione e alla rinascita.
Il Biancospino Music Festival non è soltanto una rassegna di concerti: è un laboratorio sensoriale e civile, nel quale si incontrano la potenza evocativa della musica e la volontà collettiva di fare comunità. Tra i luoghi protagonisti di questa edizione figurano il Teatro Talia, la Rocca Flea, la Chiesa Monumentale di San Francesco e la stessa Concattedrale di San Benedetto, spazi che si trasformano in paesaggi emotivi per accogliere ensemble, solisti e artisti provenienti da tutta Italia. Ogni evento, gratuito e aperto a tutti, è pensato per alimentare un senso di appartenenza reciproca e restituire alla città un modo diverso di vivere la cultura: più inclusivo, più partecipe, più consapevole.
Il pubblico potrà muoversi tra note contemporanee e atmosfere classiche, tra voci corali e archi sospesi, in un mosaico di esperienze che unisce la delicatezza della musica da camera alla vitalità del tessuto urbano. Anche le scuole partecipano alla rassegna grazie alla collaborazione con l’Istituto Casimiri, l’Istituto Comprensivo Gualdo Tadino-Casacastalda e diverse realtà associative che condividono lo stesso intento educativo e sociale.
Nel corso delle prossime settimane, il Festival continuerà a intrecciare progetti dedicati a inclusione, scienza e natura, con eventi dislocati in alcuni dei luoghi più significativi della città e sostenuti dal Comune di Gualdo Tadino e dalla Fondazione Perugia.
Una rete di energie locali e nazionali accompagna la crescita di questa iniziativa, che si conferma una delle esperienze più originali nel panorama culturale umbro. Le parole d’ordine restano le stesse: cura, partecipazione e dialogo. In questa visione corale risiede la forza di un festival capace di illuminare tanto le persone quanto i paesaggi.
Il programma completo degli incontri e dei concerti è disponibile sul sito ufficiale del Festival. Le prossime serate saranno ancora un invito a scoprire il potere trasformativo della musica come strumento di unione e di speranza.

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