Timori di calo turistico e crisi economica nel borgo umbro
Il Comune di Costacciaro ha annunciato l’introduzione della tassa di soggiorno, misura che ha immediatamente sollevato forti critiche da parte degli operatori turistici e delle attività economiche locali. La decisione, comunicata con notevole ritardo rispetto ai tempi di programmazione, arriva quando le prenotazioni per il 2026 risultano già consolidate e le tariffe pubblicate sui principali portali.
Il borgo, incastonato nel Parco del Monte Cucco, vive di un turismo prevalentemente naturalistico ed escursionistico, caratterizzato da famiglie e visitatori con disponibilità economiche contenute. Gli operatori temono che anche un piccolo incremento dei costi possa spingere i viaggiatori verso altre destinazioni, con conseguente riduzione dei flussi e contrazione dell’indotto.
La nuova imposta, oltre a gravare sui bilanci delle strutture ricettive, comporterebbe ulteriori oneri burocratici e gestionali. Per un Comune di circa 1.000 abitanti, la sostenibilità amministrativa appare incerta: servirebbero software dedicati, personale formato, controlli e rendicontazioni. I costi di gestione rischiano di superare gli introiti, rendendo la misura inefficace anche sul piano dei servizi al turista.
Gli operatori sottolineano inoltre la disparità rispetto agli altri tre Comuni del Parco, che non applicano alcuna tassa di soggiorno. Tale squilibrio potrebbe generare concorrenza sleale e penalizzare ulteriormente Costacciaro, già alle prese con un tessuto economico fragile e con strutture ricettive che operano al di sotto delle proprie potenzialità.
Il rischio evocato è quello di una progressiva desertificazione economica, con perdita di posti di lavoro, riduzione degli investimenti e chiusura di attività. A ciò si aggiunge il danno d’immagine: l’imposta trasmetterebbe un senso di minore ospitalità, indebolendo l’attrattività del borgo.
Gli operatori ricordano che da anni chiedono interventi prioritari: miglioramento della viabilità rurale, potenziamento dei servizi turistici, valorizzazione dei sentieri e promozione del territorio. Solo dopo aver consolidato queste basi, sostengono, si potrebbe valutare l’introduzione di una tassa.
La presidente Francesca Fantozzi ha espresso sconcerto per la decisione e ha invitato il Consiglio Comunale a ritirare il regolamento, proponendo la creazione di una Consulta del Turismo che coinvolga i quattro Comuni del Parco in una strategia condivisa.
In assenza di correttivi, la tassa di soggiorno rischia di trasformarsi da strumento di entrata marginale a fattore di crisi, con effetti negativi sull’economia locale e sull’immagine complessiva di Costacciaro.

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