Assemblea Alto Chiascio critica bilanci e rilancia iniziative
A Costacciaro si è svolta l’Assemblea della Lega Alto Chiascio dello SPI Cgil, con la partecipazione di 29 delegati in rappresentanza dei Comuni del territorio. Presenti anche Fabrizio Fratini e Ubaldina Santinelli dello SPI provinciale e Barbara Mischianti della Cgil di Perugia. L’incontro, guidato dal segretario di lega Alessandro Piergentili, ha offerto un ampio dibattito sulle condizioni sociali e sindacali, sulle attività svolte nel 2025 e sui programmi per il 2026.
Al centro della discussione la condizione degli anziani non autosufficienti e delle famiglie che affrontano malattie invalidanti. I partecipanti hanno espresso una critica unanime alla legge finanziaria 2026, accusata di peggiorare la legge Fornero, introdurre nuovi balzelli che colpiscono giovani e sanità e di spostare risorse verso il riarmo, alimentando un modello di economia di guerra.
Sul fronte dei rapporti con i Comuni, è stata registrata una soddisfazione parziale: i tempi ristretti di approvazione dei bilanci hanno limitato il confronto con le forze sociali. Inoltre, non è stato possibile introdurre un sistema progressivo per l’addizionale comunale, eccezion fatta per Gubbio, che già da tempo applica criteri di equità fiscale. Positivo invece il rafforzamento delle politiche sociali negli ambiti territoriali, considerate fondamentali per la tutela delle fasce più deboli.
Per il 2026 l’impegno si concentra sulla difesa del sistema sanitario pubblico, con una raccolta firme promossa dalla Cgil per ottenere risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini fragili e non autosufficienti. L’assemblea ha inoltre annunciato il sostegno alla campagna referendaria contro la riforma della magistratura, giudicata pericolosa perché subordinerebbe la giustizia al governo e a poteri occulti, richiamando le derive della loggia P2 di Licio Gelli.
La giornata ha confermato la volontà dello SPI Cgil Alto Chiascio di mantenere alta l’attenzione sui temi sociali e di mobilitare iscritti e cittadini per difendere diritti e servizi essenziali, in un contesto politico e finanziario percepito come ostile alle fasce più fragili della popolazione.

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