Gualdo Tadino, Fratelli d’Italia: c’è da ascoltare i reali problemi della città

Gualdo Tadino, Fratelli d'Italia: c'è da ascoltare i reali problemi della città. Basta con gli annunci, c’è bisogno di fatti.

Gualdo Tadino, Fratelli d’Italia: c’è da ascoltare i reali problemi della città

Le ultime vicende legate alla gestione del Carlo Angelo Luzi, mettono ancora una volta in evidenza tutta la fragilità di mancanza di visione e governo di questa amministrazione comunale, completamente assorta da altre faccende e colpevolmente assente per quel che riguarda le politiche per lo sport e per i giovani.


Fonte Ufficio Stampa
Circolo Fratelli d’Italia Gualdo Tadino


La libera iniziativa delle associazioni sportive gualdesi, che operano nel completo volontariato, reggono il tessuto sociale della città, senza ricevere l’attenzione che meritano. Ormai da anni.

Assistiamo inermi e stupefatti alla povertà amministrativa su un fronte quantomai essenziale per le future generazioni, che sempre di più pagano lo scotto di una visione miope e inadeguata, incredibilmente assente da ogni dibattito.

Mentre il Sindaco si diletta ad annunciare chissà quali catastrofi in consiglio comunale tanto per addossare qualche responsabilità altrove, i problemi non vengono risolti, le strutture rimangono chiuse o fatiscenti o abbandonate, e i ragazzi perdono ogni anno pezzi importanti per la loro crescita.

Ci sarebbe tanto da dire su come siano state gestite le singole situazioni, con quale disprezzo per l’onorabilità della storia sportiva cittadina, con quale superficialità. Ci basta al momento evidenziare che quello che contano sono i fatti.

I fatti ci dicono che Gualdo cade a pezzi, e con essa la tenuta socio economica di famiglie e imprese.

Raramente abbiamo assistito ad una incapacità di ascolto e risoluzione dei problemi così elevata. E ci rammarica dover dare un giudizio così negativo dell’azione amministrativa di questa Giunta, perché amiamo questa città e ci coglie il dispiacere e lo sconforto a guardarla ridotta così. Senza energie né speranza per il futuro.

Ogni scelta viene presa a dispetto di qualcosa e mai per lucida osservazione, ogni percorso avviato si è interrotto, e di argomenti nuovi non si sente parlare.

Il centro storico, ormai deserto, piange l’immobilismo e l’assenza di decoro, le attività economiche chiudono o si spostano, i residenti se ne vanno.

Abbiamo perduto oltre 1000 cittadini in 10 anni, siamo scivolati sotto la soglia dei 15000 abitanti determinando un ulteriore indebolimento della forza politica un po’ a tutti i livelli. Assistiamo sbigottiti a continue manifestazioni di autoreferenzialità quando ci si dovrebbe finalmente sedere a un tavolo per guardarci negli occhi e renderci conto di quanto sia difficile la situazione che vivono quotidianamente i nostri cittadini, anziché andare a spendere energie per costruire percorsi in Tunisia o a Cuba.

Non esiste progettualità, non c’è programmazione, tutto si risolve in sterili annunci ai quali non seguono mai i fatti.

Pensiamo ai campetti di San Rocco, al Calai, a tutti gli impianti sportivi, alla mancata valorizzazione della montagna, agli eventi che non ci sono, al piano parcheggi che scontenta tutti, al parcheggio delle scuole elementari con il cantiere chiuso da mesi, alla piscina chiusa, all’antistadio inutilizzabile, allo stadio delle scuole medie interdetto, ai pali desolatamente abbandonati intorno al laghetto di Valsorda, al decoro urbano dimenticato, ai cittadini messi gli uni contro gli altri in ogni vicenda.

“O con noi o contro di noi”, sembra ormai essere il motto di chi ci amministra, chiusi nelle loro stanze non si accorgono, o non vedono, quello che accade intorno.

Il nulla che accoglie i giovani in piazza la sera è lo specchio riflesso di quel che accade in ogni ambito della vita cittadina.

Un’agonia lenta ma costante che sta trascinando a fondo quel che rimane. Un annunciato Titanic dentro al quale rimangono con il violino in mano solo i ciechi amministratori.

 
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