A Roma confronto internazionale su clima e tradizioni
La difesa del patrimonio culturale immateriale è entrata con forza nel dibattito sui cambiamenti climatici, in occasione della conferenza conclusiva del progetto Erasmus+ “GreenHeritage – L’impatto dei cambiamenti climatici sul patrimonio culturale immateriale”, svoltasi venerdì scorso nell’aula Organi collegiali del Rettorato dell’Università “La Sapienza” di Roma. L’iniziativa, curata dalla dott.ssa Giuseppina Padeletti del Centro Nazionale delle Ricerche, ha riunito esperti scientifici, esponenti istituzionali e figure di riferimento delle comunità locali in un intenso scambio di esperienze e proposte per affrontare la sfida climatica.
In questo contesto, la Festa dei Ceri di Gubbio è stata portata come esempio concreto di come una tradizione possa affrontare le minacce poste dall’innalzamento delle temperature e dalle modifiche del contesto ambientale senza perdere vitalità e significato. La folta delegazione eugubina comprendeva il presidente dell’Università dei Muratori Giuseppe Allegrucci, quello del Maggio Eugubino Marco Cancellotti, il presidente della Famiglia dei Sangiorgiari Patrick Salciarini, il presidente della Famiglia dei Santantoniari Ubaldo Gini, Matteo Morelli del servizio Cultura del Comune di Gubbio e Francesco Mariucci del Centro documentazione e studio sulla Festa dei Ceri “A.Barbi”.
Durante gli interventi, è stato evidenziato come la Festa dei Ceri, che da secoli scandisce la vita civica della città, rappresenti un potente collante identitario e un modello di partecipazione, capace di favorire la resilienza comunitaria. Secondo la fonte ufficiale del comunicato, il progetto GreenHeritage ha ribadito la necessità di inserire la tutela delle tradizioni popolari all’interno delle politiche internazionali di adattamento, affinché il patrimonio immateriale non rimanga privo di protezione di fronte ai rischi ecologici.
Gli esperti hanno sottolineato che fenomeni come l’innalzamento delle temperature, la frequenza maggiore di eventi meteorologici estremi e le trasformazioni del paesaggio influenzano in maniera diretta le modalità di svolgimento delle manifestazioni popolari. Il caso della Festa dei Ceri dimostra che una comunità radicata può sviluppare strategie per mantenere viva ogni espressione culturale, rafforzando il legame sociale attraverso pratiche condivise e rinnovando la propria capacità di adattamento.
Il confronto di Roma ha ribadito che identità culturale e sostenibilità ambientale non sono ambiti separati, ma elementi che si sostengono reciprocamente. Portare la conoscenza e la sensibilità di queste tradizioni nelle discussioni globali, come accaduto con il progetto GreenHeritage, aggiunge una prospettiva umana alle politiche climatiche, trasformando la tutela delle tradizioni in un atto di salvaguardia collettiva davanti ai mutamenti irreversibili del pianeta.

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