Tagina, per Lombardini (PD) preoccupa l’innalzamento dei costi dell’energia

 
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Tagina, per Lombardini (PD) preoccupa innalzamento costi energia

Tagina, per Lombardini (PD) preoccupa l’innalzamento dei costi dell’energia

Il responsabile Lavoro del Pd Umbria mette in guardia sulle possibili conseguenze

I dati della Cgiadi Mestre parlano chiaro: sono 500mila i posti di lavoro in Italia a rischio a causa dei  dei rincari dei costi dell’energia.
E chiaro suona l’allarme in Umbria a partire da Gualdo Tadino, dove la Tagina ha esteso la durata dello spegnimento dei forni programmato fino al 10 Gennaio fino al 31 dello stesso mese.
Così, in una nota, Daniele Lombardini, responsabile Lavoro del Pd Umbria.

Da Ufficio Stampa PD Umbria


Il paradosso di questa fermata sta nel fatto che nonostante gli ordini previsti per il 2022 siano il doppio rispetto al fatturato 2021 l’azienda, per non produrre sottocosto, è costretta a chiudere ed i lavoratori allo smaltimento di ferie pregresse e cassaintegrazione. Un segnale che deve alzare l’attenzione soprattutto  in un territorio come quello della fascia appenninica già lungamente provato da crisi industriali.
L’impennata dei costi energetici rischia infatti di mettere in enorme difficoltà interi settori: dalla ceramica al cemento, dalla produzione di laterizi alla chimica. Anche l’industria metallurgica potrebbe subire un duro contraccolpo. +500% l’aumento dei costi per quanto riguarda la Tagina, con un prezzo del gas necessario ad alimentare i forni nelle fasi di cottura passato da 0,20 euro al metro cubo a 1,80.
La mancata autosufficienza energetica a livello nazionale non può però diventare una scusa da parte delle forze politiche dei governi regionali e locali. Il Lazio ad esempio è già corso ai ripari: come dichiarato dal presidente di Saxa Gres Francesco Borgomeo (raggruppamento di imprese del quale fa parte anche Tagina)  ha già iniziato un iter autorizzativo nell’ambito della produzione di biogas, elemento strategico per sostenere la produzione del settore. E’ necessario quindi che anche la Regione Umbria si muova in fretta per non perdere ulteriormente terreno.
Spegnere i macchinari e mandare a casa i lavoratori non possono essere le soluzioni per tutti i territori che abbiano a cuore la sfida dello sviluppo.
La transizione energetica è probabilmente la più grande sfida che l’umanità abbia mai affrontato: economica, tecnologica, ambientale, culturale e sociale. Le risorse del Pnrr e dei fondi comunitari devono essere prontamente messe a leva per porre le basi per creare nuove opportunità per le nostre aziende e lavoratori”.

 
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