Cartolina del pellegrino 2021 abbraccio tra san Francesco e il Lupo di Gubbio

 
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Cartolina del pellegrino 2021 abbraccio tra san Francesco e il Lupo di Gubbio

È l’abbraccio tra san Francesco d’Assisi e il Lupo di Gubbio il “gesto protagonista” della Cartolina del pellegrino 2021, realizzata dalla Diocesi di Gubbio e dai volontari della PiccolAccoglienza, l’ufficio che dal 2014 assiste i pellegrini che camminano lungo la Via di Francesco. La cartolina – realizzata con un’immagine dipinta da Silvia Baldelli – è stata presentata stamattina all’esterno della chiesetta della Vittorina, nel parco della Riconciliazione.

Con l’avvicinarsi della primavera, tornano di attualità cammini e pellegrinaggi a piedi, nella speranza che l’emergenza sanitaria possa via via attenuarsi per favorire una ripresa delle presenze lungo gli itinerari francescani.

“I numeri dei cammini nel 2020, l’anno della pandemia – spiega il vescovo di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini -, sono stati davvero una sorpresa positiva. Al di là di tutte le chiusure che ci sono state per il Covid, già dal mese di aprile c’erano persone che chiedevano di attraversare il territorio umbro e soprattutto la Via di Francesco. I cammini sono una risorsa che va anche oltre la situazione di grave difficoltà che stiamo vivendo. I pellegrini, pure dall’esterno, hanno dedicato giorni e passaggi ai sentieri in mezzo ai boschi, nei borghi dell’Umbria, su percorsi importanti di interiorità, di spiritualità, ricerca personale e incontro.

Molti lo fanno da soli – spiega ancora il vescovo delegato per i cammini dalla Conferenza episcopale umbra -, altri in piccoli gruppi e alcuni in coppia. Andando verso Assisi, andando oltre verso Roma, arrivando dalla Toscana, salendo dal Lazio o attraversando dalle Marche. Le nostre accoglienze, in qualche caso, nel 2020 hanno faticato a tenere aperto, in altri non sono proprio riuscite a riaprire viste le misure anti-Covid. Ma già stanno pensando al 2021 e si stanno preparando ad accogliere e a far conoscere i sentieri francescani, a creare le condizioni migliori, sia di manutenzione dei cammini sia di accoglienza dei pellegrini, perché molti possano venire in Umbria”.

Nonostante i pellegrinaggi a piedi siano stati “aperti” per soli sette mesi, nel 2020 i volontari della PiccolAccoglienza Gubbio hanno spedito 3.719 credenziali e aiutato oltre 2.100 pellegrini attraverso il numero telefonico creato proprio per assistere i viandanti della Via di Francesco. Nel 2019, le credenziali erano state oltre 6.200 e le assistenze oltre settemila, al culmine di una serie quinquennale di dati in continua crescita, arrestata solo dall’emergenza coronavirus.

“Terminato il lockdown i primi di maggio dell’anno scorso – ricorda Angelo Piergentili che, insieme a Katia Bianconi, è uno dei responsabili della PiccolAccoglienza – i pellegrini sono voluti ripartire subito e anche noi abbiamo spedito migliaia di credenziali. Nonostante le difficoltà, è stato comunque un anno molto pieno e di grande attività. Ora c’è molta attesa da parte dei camminatori anche per quest’anno. Le richieste e le domande che ci fanno sono tutte orientate a sapere quando si potrà ricominciare a camminare sui sentieri. Molti hanno già richiesto o ricevuto la credenziale e sono pronti a partire appena sarà possibile”.

Ai viandanti che si troveranno ad attraversare il territorio della Diocesi di Gubbio, uno dei tratti più interessanti ed emozionanti della Via di Francesco, sarà donata la Cartolina del pellegrino presentata questa mattina, che raffigura proprio l’abbraccio tra il Poverello e il lupo feroce, con sullo sfondo la chiesa della Vittorina, considerata la Porziuncola eugubina, sede di una fraternità dei primi compagni di san Francesco fin dal 1213.

“L’idea di questo dipinto – confida Silvia Baldelli, artista e arte terapeuta, autrice dell’immagine della cartolina – è nata proprio dal bisogno e dal desiderio dell’abbraccio che ho io e che abbiamo tutti, in questo periodo di distanziamento per il Covid. In primo piano, c’è l’abbraccio di Francesco con il Lupo. Un abbraccio caldo, tranquillo, sincero, forte, genuino. Ecco, proprio quello che ci manca con le persone più care. Poi ho messo insieme gli spunti di Van Gogh perché sono un’appassionata del pittore olandese, del suo stile, della sua storia e della sua vita. Nel dipingere ha sempre sottolineato la ricerca di Dio, nella sua sofferenza, nella sua intimità e attraverso la natura.

Qui è nato il collegamento con san Francesco, la semplicità di Francesco, il fatto che lui nelle creature vedeva Dio e le chiamava fratello e sorella, come Sorella Luna e le Stelle. Chi meglio di Van Gogh ha saputo rappresentare il cielo stellato? O gli ulivi, come quello che vediamo qui alla Vittorina, simbolo della vita e quindi di gioia”.
Sul retro della Cartolina del pellegrino, la preghiera scritta da diacono Ruggero Radaelli come richiesta di intercessione a san Francesco per sconfiggere il “potente male che ci assale”.

 
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