Gualdo Tadino chiude la stagione teatro con “Pluto”

Gualdo Tadino chiude la stagione teatro con "Pluto"

L’opera di Aristofane conclude il cartellone umbro del teatro

GUALDO TADINO, 2 -04-2026  – Il sipario del Teatro Don Bosco si appresta a calare su una stagione ricca di successi e partecipazione. Giovedì 9 aprile, alle ore 20.45, lo spettacolo “Pluto”, tratto dall’opera di Aristofane, segnerà l’atto conclusivo del cartellone 2025/2026. L’evento, frutto della sinergia tra il Teatro Stabile dell’Umbria e l’amministrazione comunale, vede protagonista la compagnia “I Sacchi di Sabbia”. Questo collettivo artistico è noto per la capacità di far dialogare la tradizione popolare con la sperimentazione contemporanea, muovendosi tra riferimenti letterari e suggestioni pop. In scena, un cast affiatato composto da Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri ed Enzo Illiano darà vita a una delle narrazioni più attuali del teatro antico.

Al centro della trama risiede una figura inedita per la commedia classica: la personificazione stessa della ricchezza. Pluto non è un semplice mercante o un avaro, ma il dio del Denaro in persona. Aristofane utilizza questo espediente simbolico per esplorare le distorsioni della distribuzione economica. Il protagonista, l’ateniese Cremilo, si interroga su un paradosso sociale senza tempo: perché i malvagi accumulano fortune mentre gli onesti restano nell’indigenza? La risposta risiede nella punizione inflitta da Zeus al dio Pluto, reso cieco per impedirgli di distinguere il merito. Questa menomazione divina giustifica l’assegnazione casuale e ingiusta dei beni materiali tra gli uomini. L’avventura di Cremilo si trasforma in una missione sovversiva e visionaria. L’eroe comico decide di restituire la vista a Pluto, sfidando persino la personificazione della Povertà e l’autorità dell’Olimpo.

L’obiettivo è ambizioso: permettere alla ricchezza di guardare in faccia i destinatari, premiando finalmente solo chi agisce secondo giustizia. Attraverso questa reinvenzione del mondo, Aristofane propone un’economia etica che mira a sanificare il concetto di guadagno. La fantasia teatrale diventa così uno strumento di rivoluzione sociale, capace di immaginare un sistema dove il benessere non sia più slegato dalla moralità individuale.

La messa in scena proposta dai Sacchi di Sabbia rispetta rigorosamente i canoni dell’antichità, pur mantenendo un ritmo narrativo moderno. Seguendo la tradizione della Grecia classica, i quattro attori interpretano tutti i personaggi della vicenda, moltiplicando le proprie maschere e le proprie voci. Questo approccio filologico non appesantisce la visione, ma esalta la versatilità del gruppo e la potenza verbale del testo originario. Lo spettacolo si configura dunque come un’occasione unica per riflettere sul potere  attraverso la lente dell’ironia e della satira politica, chiudendo in bellezza l’offerta culturale della città umbra, come riporta Federica Cesarini, Ufficio Stampa TSU.

Per informazioni e biglietteria: Prenotare telefonicamente al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075 57542222, dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20.
Acquisto online sul sito www.teatrostabile.umbria.it

 
Chiama o scrivi in redazione



Scrivi in redazione

Eventi in Umbria

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*