Manifatturiero; Marini a inaugurazione “Sartoria Eugubina”

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Manifatturiero; Marini a inaugurazione “Sartoria Eugubina”
La presidente: “Oggi giornata di festa”

“Sono molto contenta di essere qui, perché oggi è una giornata bella e positiva, in cui si raccolgono i frutti di un lavoro comune, delle istituzioni, del sindacato, delle lavoratrici, dei soci privati che hanno creduto ed investito risorse ed energie per la realizzazione di questo progetto e l’avvio di una nuova azienda”: lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, inaugurando oggi, insieme al sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati, l’azienda manifatturiera “Sartoria Eugubina” a Padule di Gubbio: l’azienda di capi spalla nata nel febbraio 2015 dall’idea di 31 lavoratrici, ora socie di maggioranza, licenziate dalla “Srap Srl” di Gubbio, una fabbrica di capi di vestiario per grandi marchi internazionali che ha chiuso l’attività nel 2014.

Presenti, tra gli altri, rappresentanti delle istituzioni, del sindacato, del sistema bancario, il direttore di Sviluppumbria Mauro Agostini, il presidente di Gepafin Salvatore Santucci e l’imprenditore Brunello Cucinelli.

“Siamo qui per raccontare una bella storia che dimostra come, con il concorso di tutti, sia possibile ripartire per creare lavoro ed occupazione. La Regione – ha proseguito Marini – ha creduto in questo progetto ed ha impegnato la proprie strutture e Agenzie, Sviluppumbria e Gepafin, affinché si concretizzasse questa nuova idea imprenditoriale.

Siamo così riusciti a mantenere professionalità importanti in un settore, quello del capo spalla, fortemente radicato sul territorio eugubino, un territorio che ha risentito particolarmente della crisi economica e in cui oggi cogliamo un positivo segnale di ripresa.

Come Regione – ha annunciato la presidente – contribuiremo alla riassunzione delle lavoratrici rimaste ancora senza occupazione grazie al fondo regionale che prevede incentivi per l’assunzione degli over 30 in mobilità, di disoccupati o percettori di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro con aziende cessate o in procedura concorsuale. Sartoria Eugubina avrà dunque accesso a tali incentivi. In questo giorno di festa – ha concluso Marini – un ringraziamento va a tutti quelli che si sono spesi per la nascita di questa attività economica, a cominciare dalle lavoratrici, che si sono esposte in prima persona, fino al Gruppo Intesa Sanpaolo, che ci ha affiancato in questa operazione”.

“Siamo orgogliosi di questo momento – ha detto il direttore dell’azienda, Rudy Severini. Vogliamo mettere in moto una nuova logica e lasciarci la crisi alle spalle, essere fiduciosi per il futuro. Un plauso particolare va alle lavoratrici – ha aggiunto – che non hanno voluto disperdere capacità professionali acquisite in anni di esperienza nel settore ed hanno deciso di mettere a disposizione il capitale di rischio rinunciando agli ammortizzatori sociali e creando una holding. Abbiamo dato vita ad un progetto innovativo, condiviso con la Cgil, che ha trovato il sostegno finanziario delle istituzioni per lo sviluppo di start up e creato una struttura produttiva all’avanguardia quanto a macchinari e tecnologia che può rappresentare – ha concluso – un modello per altre iniziative simili”.

Il sindaco di Gubbio, Stirati ha detto che “oggi assistiamo ad una ripartenza di un segmento produttivo, quello del tessile abbigliamento, fortemente legato alla storia economica dell’eugubino, di cui professionalità e qualità sono i tratti distintivi. Da qui – ha concluso il sindaco – lanciamo un messaggio positivo e ottimista, basato su scelte giuste e investimenti appropriati”.

La Regione Umbria ha sostenuto l’iniziativa imprenditoriale con un duplice intervento: la partecipazione al capitale di rischio della Società attraverso la finanziaria regionale Gepafin, per un importo di 100 mila euro pari al 38,46% del capitale sociale, ed un prestito attraverso il fondo mutui di Sviluppumbria per 490 mila euro, cifra che ha coperto circa il 70% dell’investimento complessivo (oltre un milione di euro), consentendo l’acquisto di macchinari, tutti nuovi e tecnologicamente avanzati.

Il core business dell’impresa è rappresentato dalla creazione di capi spalla, dallo sviluppo del bozzetto alla sua realizzazione finale e la strategia produttiva prevede il controllo dell’intero ciclo lavorativo, dalla progettazione, al taglio, cucito, stiro, collaudo e logistica finale. L’obiettivo futuro è di specializzarsi nella sartoria su misura, ovvero nell’ideazione e confezionamento di capi esclusivi. L’azienda, che ha avviato la propria attività con 31 dipendenti, e ora ne occupa 32, intende arrivare almeno a 60 persone. Oltre che da Gepafin, la compagine societaria è costituita dalla società creata dalle lavoratrici (“Sarte holding Srl”) e da finanziatori privatitra cui il direttore Rudy Severini, un manager con esperienza ventennale nel settore, scelto dalle stesse lavoratrici.

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