Riapertura struttura anziani Nocera Umbra, l’analisi di Legacoop

Riapertura struttura anziani Nocera Umbra, l’analisi di Legacoop

Riapertura struttura anziani Nocera Umbra, l’analisi di Legacoop

Una delle cause dello spopolamento delle aree rurali e montane che rappresentano l’ossatura del Paese è l’assenza di adeguati servizi educativi, sociali e sanitari chesono sempre più frequentemente localizzati nei fondovalle e nei centri abitati più popolosi. In questo scenario di progressiva desertificazione di una parte importane dell’Italia e dell’Umbria quanto accaduto a Nocera Umbra rappresenta un esempio virtuoso che va in chiara controtendenza e può rappresentare un modello da replicare.

Nel piccolo comune umbro, già colpito dal sisma e da pesanti crisi industriali, nella primavera del 2018 era stata prevista la chiusura della locale Casa di Riposo e lo spostamento degli anziani in una struttura a Foligno. Di fronte a questa possibilità c’è stata un’importante mobilitazione dai cittadini  per evitare il trasferimento degli anziani e, grazie alla disponibilità di tutti gli attori in campo, è stato possibile trovare una soluzione transitoria che ha permesso agli anziani di continuare a vivere a Nocera Umbra in attesa che il Comune, nel rispetto dei tempi e delle procedure pubbliche, trovasse una soluzione alternativa.

In tempi estremamente rapidi l’amministrazione comunale ha individuato un immobile idoneo ed ha pubblicato un bando per la concessione e la gestione della struttura della durata di 15 anni a fronte di alcuni adeguamenti interni necessari perrenderla pienamente funzionale ed un canone annuo di locazione. Si è aggiudicato il bando una cooperativa sociale del territorio con esperienza nella gestione di strutture residenziali per anziani che deciso di investire in un’area marginale della regione, ha realizzato gli adeguamenti necessari ed in poco più di 12 mesi è stato attivata a Nocera Umbra una Residenza protetta per anziani non autosufficienti superando la situazione emergenziale e dotando il piccolo comune di un servizio di welfare in grado di garantire qualità assistenziale agli anziani impiegando personale qualificato ed adeguatamente retribuito.

Questa esperienza rappresenta un esempio virtuoso perché dimostra che: a. ci sono gli strumenti normativi per attivare collaborazioni tra attori pubblici e cooperative sociali; b. tutti gli attori coinvolti hanno dimostrato che è possibile agire in tempi rapidi nel pieno rispetto delle normative esistenti; c. coordinando risorse pubbliche, private e della comunità è possibile mantenere una solida rete di servizi sociali nelle aree interne del paese.

A questo punto sarà importante che l’Azienda Sanitaria Locale dia il proprio sostegno al lavoro fatto dal comune e dalla cooperativa sociale espletando in tempi rapidi tutte le formalità necessarie per il convenzionamento della nuova struttura, anche in considerazione della particolare situazione di disagio del territorio.

Infine una considerazione sul ruolo avuto dai cittadini che, dopo essersi attivati ed auto organizzati, rischiano di vivere come un atto di forza istituzionalizzante la realizzazione della nuova struttura. Come ripete sempre Gregorio Arena, Professore di diritto amministrativo e Presidente di Labsus, esperto in sussidarietà e cittadinanza attiva, il ruolo dei cittadini attivi non deve essere sostitutivo dell’intervento pubblico ma deve integrare quanto fatto da Comuni e Regione. In questo caso è una responsabilità pubblica del Comune e delle Regione garantire la presenza di una residenza protetta, i cittadini attivi di Nocera Umbra hanno svolto un grande lavoro nel segnalare il bisogno e nel gestire la soluzione transitoria, ora potranno impegnare le importanti energie che hanno dimostrato di saper mobilitare impegnandosi per favorire l’intregrazione della nuova struttura e dei suoi ospiti nella comunità di Nocera Umbra.

 

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