Lo spettacolo di Controcanto Collettivo in scena al teatro
GUALDO TADINO, 3-03-2026– La Stagione 25/26 del Teatro Don Bosco si prepara a ospitare una delle riflessioni più pungenti e attuali della scena teatrale contemporanea. Venerdì 6 marzo, alle ore 20:45, i riflettori si accenderanno su “Seconda classe”, l’ultima fatica di Controcanto Collettivo. La formazione romana, nata nel 2011 sotto la guida artistica di Clara Sancricca, porta in dote un linguaggio scenico essenziale ma profondamente raffinato, capace di scardinare le certezze del pubblico attraverso narrazioni originali che scavano nelle contraddizioni più intime dell’animo umano. Lo spettacolo, una prestigiosa produzione del Teatro Stabile dell’Umbria, si preannuncia come un viaggio introspettivo e collettivo sulla percezione della ricchezza e sul senso di esclusività che circonda il concetto di lusso nel mondo moderno, sfidando la sensibilità dello spettatore con una narrazione schietta e priva di filtri, come riporta il comunicato di Federica Cesarini – del TSU.
In scena, un cast affiatato composto da Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero e la stessa Clara Sancricca (che firma anche la regia) darà corpo a un’indagine sociologica mascherata da pièce teatrale. Al centro del dibattito scenico vi è il paradosso della distribuzione dei beni e la nostra assuefazione a un sistema disparitario: l’abitudine secolare all’ingiustizia economica è diventata talmente radicata nel nostro quotidiano da renderci quasi incapaci di immaginare un mondo privo di divari. “Seconda classe” suggerisce che il desiderio di un oggetto non dipenda tanto dal suo valore intrinseco, dalla sua estetica o dalla sua utilità pratica, quanto dalla garanzia che tale bene resti un privilegio riservato a una cerchia ristrettissima, alimentando un meccanismo perverso in cui il piacere deriva dalla consapevolezza che la maggioranza ne sia esclusa.
L’opera analizza con occhio critico e quasi clinico come la “prima classe” non possa esistere senza il suo necessario contrappunto più povero. Senza una “seconda classe” su cui specchiarsi e da cui distanziarsi, il ricco perderebbe il parametro fondamentale della propria fortuna e del proprio status. Questa dinamica crea un sollievo inspiegabile quanto inquietante nel constatare che la propria posizione sociale è definita principalmente dal “meno” altrui. Gli interpreti di Controcanto Collettivo utilizzano il palcoscenico per dimostrare come lo sforzo storico di sradicare le disuguaglianze sia stato gradualmente sostituito dal tentativo individuale di scalare i gradini della piramide, accettando implicitamente le regole di un gioco cinico che premia l’esclusività a scapito della condivisione umana.
Attraverso una drammaturgia che non offre risposte consolatorie ma pone domande urgenti e necessarie, lo spettacolo costringe la platea a guardarsi dentro e a interrogarsi su quale sia il vero prezzo morale del benessere. La forza espressiva di Controcanto Collettivo risiede proprio in questa rara capacità di trasformare concetti sociologici astratti in emozioni vivide e tangibili, rendendo il pubblico parte integrante di un processo di autocoscienza collettiva. Il lusso, una volta spogliato della sua aura dorata e dei suoi orpelli, si rivela per ciò che è realmente: uno strumento di separazione che definisce l’identità non per ciò che si possiede, ma per chi si riesce a lasciare fuori dalla porta.
Info e biglietti
Botteghino Telefonico Regionale del TSU 075 57542222, tutti i giorni feriali dalle 17 alle 20; è possibile prenotare dopo l’ultima recita dello spettacolo precedente. La vendita online è disponibile sul sito www.teatrostabile.umbria.it

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