Tre sedi ospitano l’esposizione dedicata al frate lupo
Il weekend di esordio della rassegna dedicata all’incontro tra Francesco e il lupo ha superato le previsioni più ottimistiche. Tra sabato 27 e domenica 28 settembre 2025, gli organizzatori hanno contabilizzato l’ingresso di oltre cinquecento persone nelle tre location che accolgono l’esposizione: Palazzo dei Consoli, il Museo Diocesano e le Logge dei Tiratori.
Il risultato numerico rappresenta molto più di un semplice successo organizzativo. Secondo quanto emerge dai primi riscontri, l’affluenza dimostra quanto sia ancora vivo l’interesse per la spiritualità francescana e per le sue rappresentazioni artistiche nel corso dei secoli. La manifestazione, che porta il titolo completo di “Francesco e Frate Lupo. L’arte racconta la leggenda dell’incontro”, costituisce il momento centrale delle commemorazioni eugubine per l’ottavo centenario dalla scomparsa del santo di Assisi.
Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale eugubina, la Chiesa locale, il museo civico cittadino e quello diocesano. La gestione operativa è stata affidata a Opera Laboratori. L’apertura ufficiale al pubblico è avvenuta sabato mattina, preceduta venerdì sera da una cerimonia inaugurale che ha visto la partecipazione dei curatori Cristina Galassi ed Ettore Sannipoli, insieme a numerose personalità del mondo culturale e religioso.
Il percorso si snoda attraverso le tre sedi espositive e riunisce un patrimonio di più di duecentocinquanta opere provenienti da istituzioni museali, archivi ecclesiastici e collezioni private, sia italiane che straniere. Si tratta di un corpus iconografico che attraversa secoli di interpretazioni artistiche della celebre narrazione dell’incontro tra il poverello d’Assisi e l’animale selvatico.
L’assessore alla Cultura Paola Salciarini ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dall’ufficio comunale competente e da tutti i collaboratori coinvolti nell’allestimento. Fin dalla presentazione romana del 19 settembre scorso, l’iniziativa ha catalizzato l’attenzione dei principali media nazionali: dall’Osservatore Romano ad Avvenire, da Vatican News alle testate televisive generaliste come TG1 e TG2, passando per quotidiani e stampa specializzata, oltre all’ampia copertura garantita dall’informazione locale e regionale.
Secondo Salciarini, questa visibilità mediatica rappresenta un’opportunità straordinaria per proiettare Gubbio su scala nazionale e internazionale, con ricadute positive attese sia in termini di flussi turistici che di valorizzazione del patrimonio identitario cittadino.
I dati di affluenza registrati nel primo weekend confermano la bontà delle scelte curatoriali e organizzative. L’entusiasmo manifestato dai visitatori nei giorni inaugurali testimonia come il dialogo tra arte, fede e memoria storica continui a esercitare un forte richiamo sul pubblico contemporaneo.
L’amministrazione eugubina ha già pianificato una serie di attività complementari che accompagneranno l’esposizione nei mesi successivi. Sono previsti itinerari guidati, laboratori per le scuole, incontri tematici e appuntamenti culturali collaterali. L’intento dichiarato è quello di trasformare la mostra in uno strumento educativo permanente, capace di coinvolgere attivamente istituti scolastici, realtà associative e cittadinanza.
Come sottolineato dall’assessore, l’obiettivo è evitare che questa manifestazione rimanga circoscritta a un evento temporaneo. L’ambizione è farne una risorsa stabile per il territorio, in grado di alimentare la riflessione sul nesso profondo che lega espressione artistica, dimensione spirituale e identità collettiva. In questo modo si intende consolidare ulteriormente il rapporto tra Gubbio e la figura del santo umbro, portando avanti il messaggio di pace e fratellanza universale che Francesco d’Assisi incarnò nella sua esistenza e che continua a risuonare otto secoli dopo la sua morte.

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