Pitbull di Gubbio cercano famiglia dopo la morte del padrone

Pitbull di Gubbio cercano famiglia dopo la morte del padrone
Pitbull di Gubbio cercano famiglia dopo la morte del padrone

I tre cani attendono una nuova casa dopo un mese di canile

La vicenda dei tre esemplari di Pitbull a Gubbio ha scosso profondamente la comunità locale e i volontari che si occupano della loro tutela. Kira, Leone e Pitt, rispettivamente madre, padre e figlio, hanno vissuto un trauma che va oltre la semplice perdita della libertà. Per anni questi animali hanno condiviso ogni spazio con il loro proprietario, muovendosi senza vincoli tra le mura domestiche e il verde del giardino.

Un legame spezzato dal destino

La morte improvvisa dell’uomo ha trasformato la loro quotidianità in un incubo silenzioso. Sono rimasti vegliare il corpo del loro compagno umano per giorni, tentando probabilmente di scuoterlo dal sonno eterno, finché le autorità non hanno forzato l’ingresso dell’abitazione.

La dura realtà del canile sanitario

Dopo il ritrovamento, i tre cani sono stati trasferiti presso la struttura sanitaria eugubina, dove la loro vita è cambiata radicalmente. Da una dimensione di affetto e simbiosi totale, si sono ritrovati catapultati in box singoli e isolati. Questo distacco è particolarmente gravoso per una razza caratterizzata da un attaccamento viscerale verso i propri punti di riferimento. Da circa trenta giorni, Kira, Leone e Pitt convivono con lo stress della prigionia e con la confusione di non comprendere le ragioni della loro attuale condizione. Nonostante il passato traumatico, gli animali hanno dimostrato una docilità esemplare, lasciandosi condurre dai soccorritori senza opporre alcuna resistenza.

Valutazioni comportamentali ed esito positivo

Recentemente i tre esemplari sono stati condotti nello sgambatoio per le necessarie verifiche caratteriali. Gli operatori hanno osservato un comportamento equilibrato e una costante ricerca di contatto umano. Non sono emersi segnali di aggressività; al contrario, i cani hanno manifestato un forte senso di smarrimento, individuando nel custode l’unico legame con il mondo esterno. La loro natura energica e intelligente richiederebbe ampi spazi e attività fisica costante, elementi che la vita in una cella di cemento non può minimamente garantire. La mancanza di stimoli rischia di spegnere la vitalità di questi Pitbull, che restano comunque fiduciosi verso l’uomo nonostante le avversità.

Un futuro incerto tra le sbarre

La situazione legale e familiare legata al defunto proprietario non permette ai parenti di farsi carico del nucleo canino. Senza un intervento tempestivo da parte di adottanti consapevoli, il destino di Kira, Leone e Pitt sembra tristemente segnato dal trasferimento definitivo nel canile comunale di Gualdo Tadino. Questa prospettiva equivarrebbe a una condanna a vita in una struttura collettiva, dove il calore di una vera famiglia resterebbe solo un ricordo lontano. I volontari di Animal Mind Italia ODV ETS hanno lanciato un appello accorato affinché si facciano avanti persone esperte della razza, capaci di gestire la sensibilità e la forza di questi animali.

L’appello per una nuova opportunità

Recuperare questi tre cani significa restituire loro la dignità e l’affetto che hanno improvvisamente perduto. La speranza è quella di trovare un’adozione, possibilmente di coppia o singola ma mirata, che tenga conto delle specifiche necessità etologiche della razza. Chiunque abbia la possibilità di offrire una nuova esistenza a questi sfortunati protagonisti può contattare l’associazione al numero 320 1588055. Il tempo stringe e ogni giorno passato in isolamento pesa come un macigno sulla salute psicofisica di creature che hanno come unica colpa quella di essere rimaste sole nel momento del bisogno.

 
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