Informazione libera: Ranucci scuote le coscienze a Gualdo Tadino

Informazione libera: Ranucci scuote le coscienze a Gualdo Tadino

Grande successo al Don Bosco per l’evento su media e potere

GUALDO TADINO, 2 marzo 2026 – Una platea gremita e un silenzio partecipe hanno accolto, presso il Teatro Don Bosco, uno dei volti più iconici del giornalismo d’inchiesta contemporaneo. La presenza di Sigfrido Ranucci nella cittadina umbra non è stata solo una presentazione editoriale, ma si è trasformata in un vero e proprio manifesto civile sulla necessità di proteggere il diritto dei cittadini a una conoscenza non filtrata, come riporta il comunicato di Luca Comodi, Ufficio Stampa Comune Gualdo Tadino.

L’evento, nato dalla sinergia tra l’amministrazione comunale e l’Associazione Articolo 21, ha acceso i riflettori su quanto sia complesso, oggi, mantenere un’informazione libera da condizionamenti esterni. Il dialogo, moderato da Beppe Giulietti, ha attraversato le crepe del sistema democratico, analizzando come il potere cerchi spesso di silenziare le voci scomode attraverso la delegittimazione o le pressioni dirette.

Ranucci ha tracciato una linea continua tra il passato e il presente della nostra Repubblica, utilizzando i suoi ultimi lavori letterari come bussola. Con la presentazione de “Il ritorno della casta”, l’autore ha offerto una disamina lucida e talvolta amara sul delicato equilibrio tra la classe politica e l’ordine giudiziario. Non si è trattato di una semplice cronaca, ma di una riflessione su cinquant’anni di dinamiche di potere che hanno influenzato la percezione della giustizia in Italia. Il conduttore di Report ha evidenziato come la magistratura e la politica siano spesso protagoniste di uno scontro che finisce per logorare le istituzioni stesse, lasciando il cittadino in uno stato di confusione e sfiducia verso lo Stato.

Un altro pilastro della serata è stato dedicato al volume “Navigare senza paura”, un’opera che guarda al futuro e, in particolare, ai nativi digitali. Ranucci ha sottolineato con vigore che la libertà passa inevitabilmente per la consapevolezza tecnologica. In un’era dominata da algoritmi e flussi informativi caotici, il rischio di manipolazione è altissimo. Il giornalista ha rivolto un appello accorato a genitori e insegnanti, affinché guidino i giovani verso un uso etico della rete. Ogni clic, ogni condivisione e ogni ricerca online portano con sé una responsabilità politica e sociale; imparare a distinguere il vero dal verosimile è diventata la nuova frontiera della resistenza democratica e della tutela individuale.

Il sindaco Massimiliano Presciutti ha voluto rimarcare il valore simbolico di questo incontro per l’intera comunità gualdese. Secondo il primo cittadino, ospitare una voce che non teme di affrontare i poteri forti significa riaffermare che Gualdo Tadino è un presidio di libertà e trasparenza. La massiccia partecipazione popolare è stata la prova tangibile di una sete di verità che non accenna a spegnersi, nonostante i tentativi di ridurre il giornalismo a semplice intrattenimento o, peggio, a propaganda. Difendere chi scrive senza timori non è un favore fatto alla categoria dei giornalisti, ma un atto di protezione verso la salute stessa della nostra democrazia, che senza il controllo critico della stampa rischierebbe di scivolare verso derive autoritarie o clientelari.

A suggellare una serata carica di contenuti, sono arrivati i gesti simbolici che legano l’impegno civile alla tradizione locale. Oriano Anastasi, per conto di Articolo 21, ha voluto premiare la costanza e il rigore di Ranucci con una targa che celebra la sua dedizione quotidiana alla causa della trasparenza. Parallelamente, l’identità artistica della città è stata rappresentata dal dono di una ceramica tradizionale, consegnata dall’assessore Jada Commodi. Questo omaggio ha voluto unire la bellezza dell’artigianato locale alla solidità dei valori costituzionali discussi sul palco, lasciando un segno duraturo di stima reciproca. La serata si è conclusa con la consapevolezza che, finché esisteranno spazi di confronto pubblico così partecipati, l’informazione resterà un bene comune da difendere a ogni costo.

 
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