Maya Kokocinski Molero è l’autrice del Palio 2020 di Gualdo Tadino

 
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Maya Kokocinski Molero è l’autrice del Palio 2020 di Gualdo Tadino

Maya Kokocinski Molero è l’autrice del Palio 2020, anche quest’anno è stata un’artista di fama internazionale a realizzare il dipinto!

Il suono vibrante dei tamburini dell’Ente Giochi e delle squillanti chiarine ha accompagnato il momento in cui il Palio della speranza è stato svelato, accolto da un lungo applauso e dall’emozione dei portaioli, presenti in numero ridotto in ragione della normativa in materia di contenimento dell’emergenza sanitaria. L’evento è stato, trasmesso in streaming sulla pagina Facebook dei Giochi de le Porte con grande seguito e apprezzamento degli utenti.

La cerimonia, presso la Rocca Flea, è stata condotta da Catia Monacelli e ha visto gli interventi del Presidente dell’Ente Giochi Cinzia Frappini, del Sindaco Massimiliano Presciutti, dell’Assessore alla Cultura Barbara Bucari e dell’artista Maya Kokocinski Molero.

Dopo i saluti di Catia Monacelli, il Sindaco ha invitato tutti alla collaborazione e a mettere da parte le polemiche, parlando del grande sforzo fatto dalla città per combattere l’emergenza sanitaria invitando a non abbassare la guardia.

A seguire l’Assessore alla Cultura ha parlato della grande collaborazione tra l’Ente Giochi e le istituzioni in questo particolare momento storico, anticipando che seguirà un calendario ricco di eventi.

Al momento dei saluti il Presidente, visibilmente emozionata, ha accennato al lavoro svolto, ringraziando le istituzioni cittadine per la stretta collaborazione; gli eventi che verranno svolti nel 2020, ideati in ragione delle contingenze storiche, vogliono essere un percorso di avvicinamento ai Giochi de le Porte 2021 e rappresentare un volano per la manifestazione in questi tempi difficili.

“Le difficoltà non devono minare la passione per i Giochi de le Porte; nei momenti difficili l’unione deve essere più stretta, perché la collaborazione è e rimarrà sempre la forza motrice dei Giochi de le Porte. L’invito è a mettere da parte le polemiche e i dissapori collaborando per l’obbiettivo comune di crescita della manifestazione.” Un ringraziamento sentito è stato, poi, rivolto a Rocchetta Spa, da sempre vicina ai Giochi de le Porte, e a Dunia Pack Srl che, in collaborazione con Albergo Ristorante Gigiotto, ha sponsorizzato questo importante evento, ricco di significato e speranza.

È intervenuta l’artista che è moglie e compagna di vita dell’artista Giovanni Tommasi Ferroni (autore del Palio 2019) ha raccontato tutte le emozioni di questi due anni vissuti a stretto contatto con i Giochi de le Porte, in particolare il differente stato d’animo che ha accompagnato i due artisti nelle rispettive realizzazioni; un palio, il suo, frutto del periodo storico, auspicando che la pandemia lasci dietro sé persone migliori.

È stata poi Catia Monacelli, direttrice del Polo Museale città di Gualdo Tadino, a descrivere la magnifica opera con suggestione: “Il cielo plumbeo fa da cornice all’opera di Maya Kokocinski Molero, mentre la scena è dominata da un San Michele Arcangelo con grazia di fanciullo, in equilibrio su un asino dal fiero portamento con le zampe ben ancorate al globo terrestre.

L’Arcangelo impugna con la mano sinistra uno scudo a forma di cuore e con la destra la lunga lancia, pronto a combattere il male. Le ali aperte squarciano le tenebre ed un’aura di sacralità avvolge entrambi i protagonisti: l’Angelo Michele e il quadrupede.

L’uroboro si morde la coda, cingendo il mondo nelle sue spire, divorando e rigenerandosestesso.

La guerra avrà mai fine? Sarà spezzato il cerchio? L’umanità conquisterà l’eterna salvezza?

Come in una danza sfilano i pianeti intorno al mondo con i colori dello stemma cittadino e delle quattro porte, vessillo di una città che non si arrende e pensa già al prossimo futuro.”

Infine, un piccolo corteo ha accompagnato il Palio 2020 che, scortato dal Compagnia Balestrieri Waldum sino alla Concattedrale di San Benedetto, come tradizione, è stato collocato nella Cappella di San Michele Arcangelo dopo la benedizione impartita da Don Franco Berrettini.

Note biografiche (a cura di Catia Monacelli Polo Museale città di Gualdo Tadino)

Maya Kokocinski Molero, nasce a Santiago del Cile nel 1970, naturalizzata italiana. Figlia dell’artista Alessandro Kokocinski e dell’attrice argentina Prudencia Molero. Respira arte fin dalla più tenera infanzia, ma i suoi interessi sembrano indirizzarsi verso l’archeologia, la psicologia e la paleontologia. Un anno sabbatico a Londra prima dell’università le apre gli occhi sulla sua vera vocazione per l’arte.

La formazione accademica londinese, non la convince però a pieno, come non crede che l’arte debba ripartire da zero, dimenticando il passato. Riscopre le sue radici, la pittura dei maestri, la passione per la tecnica tradizionale e, da artista concettuale, diventa pittrice. Il suo interesse si concentra sull’essere umano: visi, corpi, ritratti e sguardi. Non sono rappresentazioni iper-realistiche, ma piuttosto analisi psicologiche, specchio di sentimenti ed inquietudini essenziali.

Ha iniziato a esporre nel 1997 alla FundacionInternacional Jorge Luis Borges a Buenos Aires. Lo stesso anno Oliviero Toscani ha presentato una sua mostra alla Watatugallery di Nairobi. Nel 1999 ha esposto all’Istituto Italiano di cultura di Addis Abeba e alla galleria di Sara Garcia Uriburu, di Buenos Aires.

Nel 2004 all’Istituto di cultura di Bruxelles e alla Lotus Lifestyle Gallery di Bangkok, l’anno successivo al Museo dell’Agua di Lisbona. Tra le collettive si ricordano Antologia della figurazione contemporanea- Italia: Le ultime generazioni Teckneint. Figurae, Milano. L’inquietudine del volto, da Lotto a Freud, da Tiziano a De Chirico, curata da Vittorio Sgarbi, Lodi.

Nel 2005 è presente al “Banchetto Italiano”, Museo Nazionale di Bau Tao, Mongolia Cinese e Pechino, presentata da Claudio Strinati. Nel 2006 vince la 57a edizione del premio Michetti curato da Philippe Daverio con l’opera “passi Lontani”. È presentata da Oliviero Toscani nella 54a Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia, dove espone un’istallazione assieme al padre Alessandro.

Nel 2018 è la scrittrice e poetessa Dacia Maraini a redigere un testo critico che accompagna la mostra “Maya Kokocinski. Dall’icona, dal sogno”, ad Andria, in Puglia. In uno scambio di mail la Maraini: “ho ricevuto le immagini dei tuoi quadri che mi appaiono inquietanti e simbolicamente forti. Ne scriverò”.

 
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