Ermanno Barovero, i suoi “silenzi” alla Chiesa dei Bianchi di Gubbio, luogo di pace e di storia

All’interno dello straordinario contenitore che è la Chiesa di Santa Maria dei Laici detta dei Bianchi a Gubbio sarà ospitata la mostra personale di Ermanno Barovero dal titolo Oltre il Silenzio. La personale che sarà inaugurata sabato 2 maggio alle ore 18,30 proporrà una serie di opere dell’artista torinese dallo spiccato gusto naturalistico, Ermanno Barovero nasce dunque a Torino nel 1956 ed è docente di Tecniche dell’ Incisione presso l’ Accademia Albertina di Torino.

Inizia la sua carriera artistica nel 1977, numerose sono state le sue presenze in ambito espositivo sia in Italia che all’estero e tra queste si possono ricordare: Torino, Parco Michelotti,”Hich sunt Leones” ediz. 1989-90, Torino, Lingotto “,Visioni di Himnen” per le musiche di Stockhausen 1989,Ravenna, Loggetta Lombardesca “L’oggetto e lo Spazio”,Scultura Italiana degli anni ’90 e Gubbio,Palazzo del Capitano del Popolo,1991,Cracovia,Galleria BVA,”Triennale Internazionale della Grafica” 1994, Torino Galleria Civica d’ Arte Moderna e Fondazione De Fornaris, “Nuove Acquisizioni” 1995,Lyon “3° Biennale d’Arte Contemporanea 1997, le Fiere Di Dusseldorf, Londra, Utrecht, Las Vegas, Francoforte, New York e Tokio. Barovero figlio dell’ultimo naturalismo novecentesco, recupera, come i suoi padri, il Seicento rembrandtiano, dei pigmenti applicati a pasta alta, densa e magmatica, a generare impasti per “slittamento”, sulla tela verticale,dei pigmenti e degli oli, ripensa, da un lato, al ritmo di tocchi e sfregazzi di certe sete velazquene, ma anche alla lividezza delle carni di sante e martiri.

Ma in tutto il lavoro di Ermanno penetrano inquietudine, pensosità, senso di sbarramenti e di estinzione. Sono motivi di approfondimento, di reazione creativa, di netta esclusione di ogni compiacimento formale. Le difficoltà, le contraddizioni, le incertezze sono qualità che si fanno poesia. Poesia dolente nelle pittura e nella scrittura in versi. “ Opere che sicuramente ci ricordano le atmosfere più suggestive della pittura di fine ottocento sull’esempio di Turner che poi misero le basi all’istinto impressionista che ne susseguì e che in Barovero si percepisce – spiega Elisa Polidori storico dell’Arte del Museo Diocesano di Gubbio – interessante sarà vedere queste opere a confronto con le rarefazioni cromatiche del Barocci che nella Chiesa dei Bianchi la fa da padrone”.

Tutta l’opera di Barovero richiede grande attenzione, un lungo stare insieme, un muoversi fra forme, colori, variazioni di piani e di luci perché nell’empatia si superi la facile e falsa impressione di esuberanza e di ostentata sicurezza. E questo colpisce: si tratti di produzione tridimensionale o di pittura, nella vitalità tormentata c’è un costante bisogno di cose positive, belle, dolci. La mostra sarà aperta al pubblico fino a fine mese. Per informazioni contattare la segreteria del Polo Museale Diocesano di Gubbio al numero 0759220904 o scrivere ad info@museogubbio.it

 
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