Monsignor Luciano Paolucci Bedini, ecco il nuovo vescovo di Gubbio

In una giornata particolarmente fredda, mons. Paolucci Bedini è stato avvolto dal calore degli eugubini

Monsignor Luciano Paolucci Bedini, ecco il nuovo vescovo di Gubbio

Monsignor Luciano Paolucci Bedini, ecco il nuovo vescovo di Gubbio

GUBBIO – «Signor Sindaco di Gubbio! Signori Sindaci dei Comuni di Umbertide, Scheggia e Pascelupo, Costacciaro e Cantiano, in cui ha sede questa antica Chiesa di Gubbio, a voi il mio saluto e il mio ringraziamento per avermi aperto la porta della vostra terra e accolto nei vostri borghi e paesi che tanto bella rendono questa regione». Così il vescovo eletto mons. Luciano Paolucci Bedini ha salutato i sindaci della Diocesi di Gubbio convenuti davanti al Palazzo dei Consoli della città di sant’Ubaldo, domenica 3 dicembre, all’incontro ufficiale con i rappresentanti delle Istituzioni civili che ha preceduto, nella chiesa di San Domenico, la celebrazione eucaristica della sua ordinazione episcopale e dell’inizio del suo ministero pastorale.

In una giornata particolarmente fredda, mons. Paolucci Bedini è stato avvolto dal calore degli eugubini, salutato dal Campanone e dagli sbandieratori della città di Gubbio che gli hanno donato una bandiera con il suo stemma episcopale.

«Da stasera – ha proseguito mons. Paolucci Bedini – avete in me un nuovo concittadino delle comunità locali che vi sono affidate. Un cittadino appassionato e partecipe delle vicende che riguardano il bene di tutti e, particolarmente, dei più bisognosi. Attento e disponibile al dialogo sempre, con tutti. Vigile per il rispetto della dignità di ciascuno. Rispettoso delle vostre specifiche autonomie nella gestione della cosa pubblica e delle peculiari competenze nel prezioso servizio della politica».

«E da oggi, avrete in me anche un alleato. Nel bene. Per il bene di questa terra e delle persone che la abitano, e di quelli che verranno ad abitarla – ha sottolineato il vescovo eletto –. Specie di color che faticano di più a vivere e a sperare. Un alleato desideroso di collaborare a rendere questi nostri paesi ancora più belli, sempre più aperti, generosamente accoglienti e ospitali, esempio di una responsabile concordia a servizio di tutti. Un alleato disposto anche a lottare, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, contro tutte le semplificazioni sociali e culturali che, nell’indifferenza, non si prendono cura dei desideri e delle speranze dei giovani, della solitudine e della fatica degli anziani, dell’affanno e della sfiducia delle famiglie, dei papà, delle mamme e dei bambini. Senza distinzione alcuna».

«Marchigiano di nascita – ha ricordato –, oggi, divento umbro per amore. Amore per la Chiesa e per il sogno di pace e di comunione che Dio Padre ha su tutte le donne e gli uomini. In questa terra, che per tanti è un invito alla pace e alla riconciliazione, dove si sono incrociati i passi del “folle povero” di Assisi, Francesco, e del Santo Vescovo di Gubbio, Ubaldo, vorrei portare il mio piccolo contributo possa fiorire, ad opera di molti, un laboratorio esemplare di umana convivenza e di civile partecipazione».

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