Emigrati tornano in Italia dopo decenni e le loro pensioni subiscono una duplice tassazione

La loro pensione estera viene tassata in due Stati

Emigrati tornano in Italia dopo decenni e le loro pensioni subiscono una duplice tassazion
Emigrati tornano in Italia dopo decenni e le loro pensioni subiscono una duplice tassazione “Erano gli anni ’60 quando tantissime famiglie umbre si videro costrette ad emigrare altrove in cerca di fortuna. Molti cittadini residenti nella fascia eugubino gualdese e non solo, trovarono occupazione in Lussemburgo come operari, dipendenti di pubblica amministrazione o minatori. In quegli anni di intenso lavoro maturarono i normali diritti quiescenza e contribuirono al benessere della nazione ospitante. Oggi, la loro pensione estera, a causa di accordi bilaterali e sentenze di Cassazione viene tassata in entrambe gli stati contraenti. Occorre intervenire immediatamente con una proposta di legge da inoltrare all’attenzione del parlamento nazionale”.
A sollevare l’annosa questione è il Consigliere regionale Lega Nord Valerio Mancini, che nella giornata di ieri ha incontrato alcuni cittadini di Sigillo e di Fossato di Vico oltre ai rappresentanti istituzionali.
“Questo fenomeno ha coinvolto circa 700 famiglie eugubine – gualdesi – spiega Mancini congiuntamente al Vice Segretario Nazionale Lega Nord Umbria, Virginio Caparvi – e trovo inammissibile che il frutto di tanti anni di lavoro subisca una duplice tassazione a causa di una legge, a nostro avviso, da rivedere. A tal proposito chiederò in Prima Commissione consiliare l’audizione dei sindaci di Sigillo, di Valtopina, Nocera Umbra, Costacciaro, Gubbio e Fossato di Vico e dei tenenti della Guardia di Finanza dei territori competenti che stanno operando nel pieno rispetto della legge e che, a detta degli stessi cittadini, lavorano con rispettoso senso istituzionale.

A loro chiederemo una panoramica approfondita della questione al fine di redigere una proposta di legge da presentare in Parlamento sostenuta da tutte le forze politiche, che veda nel nostro Senatore Stefano Candiani, il promotore.


Non c’è solo l’aspetto odierno – continuano  Mancini e Caparvi – ma dati alla mano questo problema si protrarrà anche nel futuro considerato che solo nel 2016 sono stati circa 12 mila gli umbri che hanno deciso di lasciare la Regione e che secondo “Repubblica” negli ultimi due anni, la fuga dei giovani all’estero è aumentata del 34%. Cosa succederà alle loro pensioni se un giorno decidessero di tornare in Italia?

Senza un giusto intervento da parte di una politica costruttiva e propositiva, si ripeterebbe la stessa annosa questione che oggi interessa oltre 700 famiglie umbre. Sicuramente ci vorrà del tempo – concludono i due leghisti – ma occorre intervenire perché la politica è anche questa, migliorare un futuro già compromesso da scelte amministrative sbagliate”

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