Coronavirus, al via un’altra indagine sierologica sul territorio eugubino

 
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Assembramenti a Gubbio, test sierologici per i soggetti a rischio

Coronavirus, al via un’altra indagine sierologica sul territorio eugubino

Partirà domani e si protrarrà fino al 15 Luglio la seconda e ultima indagine sierologica che la Protezione Civile condurrà sul territorio eugubino, un monitoraggio ad adesione volontaria e gratuita che sta coinvolgendo tutto il Paese, utile a capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, anche in assenza di sintomi.

“Si tratta di test davvero utili e importanti– spiega il sindaco di Gubbio Filippo Stirati – che ci aiutano aiuta a tenere occhio una situazione che non può ancora essere sottovalutata. Dobbiamo infatti continuare a tenere alta l’attenzione sul Coronavirus, che, pur diminuito nella sua carica infettiva, continua a circolare. I 1.200 tamponi effettuati nelle scorse settimane a Gubbio, che abbiamo fortemente caldeggiato, sono stati già un traguardo importante, e ora abbiamo la possibilità, gratuita e volontaria, di fare un passo in più: effettuare un test sierologico al fine anzitutto di testare la propria positività o meno al Coronavirus, e poi di indirizzare politiche nazionali e regionali per modulare le misure di contenimento del contagio”.

L’indagine, voluta e realizzata da ministero della Salute e Istat, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, prevede una selezione a campione di persone che saranno contattate al telefono dai centri della Croce Rossa, dal numero 06-5510***. La telefonata servirà a fissare un appuntamento per il prelievo del sangue, dopodiché la Regione Umbria comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio eugubino.

Il sindaco sottolinea “l’importanza dell’adesione a questo monitoraggio, anche in considerazione del fatto che a seguito della prima indagine a Gubbio si è raggiunto poco meno del 50% del campione selezionato da Istat. Possiamo fare tanto, con un semplice sì che resterà anonimo. E’ importante anche questa volta fare la nostra parte in nome di un interesse più alto, quale quello della salute di un intero Paese”.

 
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